09/05 Corno d'Aquilio - GrEsGa

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09/05 Corno d'Aquilio

Diario di Bordo > 2020
Corno d’Aquilio
09/05/2020
Con la voglia d’evadere dall’opprimente prigionia che l’emergenza coronavirus impone, oggi torniamo volentieri sui tranquilli alpeggi dell’alta Lessinia, dove antiche vie di contrabbandieri e boscaioli risalgono fin sul Corno d’Aquilio, un’aguzza rupe le cui ripidi pareti meridionali gli conferiscono un’imponenza tale da farlo apparire ancor più alto dei suoi 1545 metri.

Tra le due opzioni per il Corno d’Aquilio, all’entrata di Coste (1157m) oggi preferiamo seguire l’indicazione sinistra del segnavia 234, dove proseguendo oltre la piccola contrada lungo il tracciato dell’ex mulattiera militare e traversando agevolmente il boscoso versante affacciato sulla Val d’Adige, nel frattempo giungiamo al Passo di Rocca Pia (1248m, 25min), cruciale snodo di traffici commerciali all’epoca della Serenissima e strategico appostamento durante il primo conflitto mondiale. Tralasciando qui i vari sentieri che calano in valle e persistendo invece sul segnavia 234 che dritto a nord risale un primo tratto gradinato, attraversando strada facendo una colata di sfasciumi e passando dall’agevole “via dei contrabbandieri” alla ripida e tortuosa traccia del “Scajon”, superate le ultime quinte del roccioso costone settentrionale su in alto abbandoniamo l’ombroso bosco per approdare nel lussureggiante alpeggio della Fanta (1410m, ore1:20), un’incantevole distesa verde punteggiata dai variopinti colori primaverili che ben presto fa dimenticare sia la fatica che la famigerata pandemia. Costeggiando la caratteristica recinzione in pietra da lì a poco intercettiamo la sterrata che da nord a sud attraversa l’intero pianoro, un’agevole viottolo che passando nei pressi della chiesetta degli speleologi a sud risale direttamente sul Corno d’Aquilio (1545m, 40min), dove sotto la croce di vetta oggi si son dati appuntamento numerosi escursionisti, che con tanto di mascherine e a debita distanza l’un dall’altro condividono il grandioso panorama e la meritata sosta rancio.
Ridiscesi per il medesimo sentiero nell’alpeggio della Fanta e soffermandoci nel frattempo all’interno dell’oscura grotta del Ciabattino, affacciandoci poi sul misterioso inghiottitoio della Spluga della Preta ecco che ripiegando a sud/est giriamo le spalle alle solari praterie per immergerci nell’ombroso versante orientale, dove digradando giù dall’agevole sentiero 250 e rimanendo alti sull’impluvio della Val Liana, in basso andiamo a intercettare la strada che da lì a poco porta direttamente al nostro punto di partenza (ore1:25).
Dislivello assoluto 380m.
Tempo di cammino ore 3:50.
Lunghezza tragitto 9 Km.
                                                    
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