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Tenerife 2017

Diario di Bordo > 2017
Teide 28/01/2017
Lasciata la caotica Playa de Las Americas e risalita con l’auto la TF51, passando prima per Arona e più in alto per Vilaflor, immersi nella folta pineta e ammirando strada facendo incantevoli panorami sulla costa sud dell'isola ed un gigantesco “Pinus Canariensis”, alla fine dell’erta e tortuosa strada montana approdiamo ai 2037m della “Bocca de Tauce”, porta d'ingresso del Parco Nazionale del Teide. Proseguendo lungo la direttrice che da N a S attraversa il lunare paesaggio e arrivati nei pressi del curioso monolite “Cinchado”, abbandonata la strada il nostro viaggio termina nell’ampio parcheggio del Parador di Cañada Blanca, punto di partenza della nostra prima escursione a Tenerife.
Alto de Guajara
Partendo dal centro informazioni di Cañada Blanca (2162m) a W ci incamminiamo sulla pianeggiante e polverosa pista del segnavia n°31 per Vilaflor, dove tra sassi e bassi cespugli, poco più avanti perveniamo ad un primo crocevia. Tralasciato qui alla nostra sinistra il segnavia n°16 e con esso la pianura, dritti dinnanzi a noi iniziamo a risalire le propaggini della lunga dorsale che a sud incornicia l’ampia caldera. Persistendo sul segnavia 31, in moderata salita e passando accanto a rinsecchite piante di “Tajianaste rojo”, più in alto giungiamo ad un secondo bivio, dove abbandonate le indicazioni per Vilaflor (n°31) alla nostra sinistra ora ci affidiamo al segnavia n°15 (2400m, ore1:20). Arrancando sempre più faticosamente sulle pendici settentrionale dell’anfiteatro roccioso e allargando sempre più la vista sulla caldera di Las Cañadas, superata più in alto un’impervia cengia e risalito poi un canalino detritico, proprio là dove il sentiero 15 inizia a calare giù dal versante meridionale (2685m, ore2:15), con un ultimo strappo alla nostra sinistra risaliamo l’erta traccia che porta all’Alto de Guajara (2727m, 5min.). Sull’ampia spianata sommitale, oltre ad un dirrocato muro di pietre ci attende l’impareggiabile vista sull’intero complesso vulcanico del Teide e Picco Viejo, che dal centro della Caldera dominano l’intera isola; e se dalle nuvole alle spalle del Teide spunta la Gomera, girandoci a oriente scorgiamo l’isola di Gran Canaria, il cui “Picco de Las Nieves” è stato l’anno scorso la nostra meta. Ridiscesi alla sottostante biforcazione e ripreso il tracciato del segnavia n°15, calando per un primo tratto direttamente giù dal scosceso e sdrucciolevole versante orientale e proseguendo poi sul lungo traversone che con dolci saliscendi dirige a nord, transitando accanto a colorate pareti rocciose più avanti giungiamo all’ennesimo bivio (2420m,50min.), dove tralasciato il sentiero che a N/E prosegue per mete più lontane, e calando invece giù alla nostra sinistra tra arbusti e insidiose placche di ghiaccio, più in basso sbuchiamo direttamente sulla pista di fondo valle (2198m, 35min.). Proseguendo a questo punto verso sud, passando ai piedi dell’Alto de Guajara e a fantasiosi pinnacoli rocciosi modellati dal tempo, su tracciato pressoché pianeggiante alla fine chiudiamo il nostro periplo al Parador de Cañada Blanca (45min.).
Dislivello assoluto 565m.
Tempo di cammino ore 5.
Lunghezza tragitto Km. 12.
                                                                        
Foresta di Anaga
circuito di “Hija Cambada
02/02/2017
Il variegato paesaggio di Tenerife non finisce mai di sorprenderci, infatti dalle assolate spiagge meridionali, percorrendo la comoda "autopista TF-1" ci portiamo a nord dell'isola, dove abbandonata la costa e risaliti alla storica cittadina di "La Laguna", sempre con direzione nord e deviando ora sulla suggestiva TF_12, il nostro viaggio in auto termina nel parcheggio della "Cruz del Carmen" (960m), punto di informazioni e partenza di numerosi sentieri, che a destra e a sinistra calano giù dagli opposti versanti della lunga dorsale montuosa, che a N/E si protende nell'oceano.
La nostra seconda avventura in terra canariana oggi ci porta ad esplorare la fiabesca foresta di Anaga, dove camminando nel fertile sottobosco ricco di felci, muschio e licheni, all'ombra della  Laurosilva non sembra nemmeno di essere su un’isola. Partendo dal centro informazioni e incamminandoci verso N sulla viuzza posta a sinistra del ristorante, da lì a poco una rustica indicazione alla nostra sinistra immette sul circuito ad anello di “Hija Cambada”. Calando giù dal scivoloso sentiero che s’inoltra nell’oscura selva, intersecando in un paio d’occasioni la strada asfaltata e abbassandoci sempre più lungo il versante settentrionale, ignorando prima l’incrocio per “Bajamar” (928m, 35min.) e più avanti quella per “El Batàn, alla fine dell’interminabile discesa ci ritroviamo sul pianeggiante tracciato di una più ampia strada forestale (874m, 25min.). Con direzione E, proseguendo all’ombra della fitta foresta e passando strada facendo per alcuni punti panoramici con vista sull’oceano e la lussureggiante vallata, raggiunto più avanti il bivio che a sinistra devia per una vicina carbonaia (863m, 55min.), interrompiamo il nostro cammino sulla pianeggiante forestale per imboccare alla nostra destra l’erto sentiero, che recuperando la quota fin qui persa, più in alto ci porta a concludere il periplo alla “Cruz del Carmen” (25min.).
Dislivello assoluto 150m.
Tempo di camino ore 2:30.
Lunghezza tragitto Km. 8.
                                                                               

 
 
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