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07/04 Lago Santo

Diario di Bordo > 2017
Lago Santo
07/04/2017
Dalla trafficata val d’Adige alle tranquille acque di un solitario lago alpino, sembra impossibile, e invece in men che non si dica lasciata la A22 e con essa l’operosa Piana Rotaliana, da San Michele all’Adige su a monte raggiungiamo il caratteristico comune di Faedo, e proseguendo oltre per l’omonima frazione di Pineta, ci portiamo infine al crocevia di località Fontanelle (760m), comodo parcheggio e punto di partenza per molteplici escursioni. Riservandoci il segnavia 414 per il successivo rientro, a N ora ci affidiamo alla comoda forestale 409 per rifugio Sauch, e camminando all’ombra del fiabesco bosco, alternando tratti selciati ad altri sterrati e transitando strada facendo per l’area ricreativa di Pian della Cros (828m, 20min.), in costante ma mai esagerata salita più in alto eccoci al crocicchio di passo Croccola (948m,25min.), dove interrompendo momentaneamente il nostro percorso per il lago Santo, con una breve digressione alla nostra sinistra ci concediamo una pausa nell’incantevole radura del storico Roccolo Sauch e dell’adiacente rifugio. Lasciato il suggestivo luogo, al precedente crocevia riprendiamo il tracciato del segnavia 409, e camminando su verso monte, abbandonato poco dopo località Pozze (1054m, 30min.) il comodo tracciato della carrabile, deviando sul sentiero che alla nostra sinistra s’inerpica direttamente nel folto sottobosco (1072, 10min.), più in alto intercettiamo la forestale che attraversa località Lagabrun (1090m, 10min.). Giusto al cartello informativo della torbiera di Lagabrun, deviando nuovamente su a monte e passando accanto a caratteristiche baite nascoste nell’ombra del bosco, persistendo sul nostro sentiero che più in alto segue parallelo il tracciato della strada asfaltata, alla fine della salita eccoci dinnanzi al Rifugio Alpino, sulle quiete rive del lago Santo (1208m, 20min.). L’irresistibile fascino delle smeraldine acque e dei boschi che vi si specchiano dentro sono per noi un invito a nozze, e così senza aspettare troppo, ancor prima della sosta rancio ci concediamo subito una rilassante passeggiata ad anello attorno alle sue sponde (20min.). Per il ritorno ora ci affidiamo all’indicazione del segnavia 414, che ricalcando per un breve tratto il nastro asfaltato della strada, poco dopo essere passati dinnanzi al caratteristico bar/ristoro “Happy Ranch” alla nostra destra l’indicazione bianco/rossa ci riporta nel sottobosco, fin sul tracciato della forestale di Lagabrun (30min.). Ignorando stavolta le indicazioni per rifugio Sauch e dirigendo invece alla nostra sinistra, ritornando poco dopo ancora sull’asfalto della strada (1040m, 15min.) e condividendone un ulteriore breve tratto, più in basso alla nostra destra il tracciato del sentiero abbandona definitivamente l’asfalto per immergersi nel sottobosco, e seguendone da lì in poi gli immancabili colori bianco-rossi, senza lasciarci distrarre dai vari sentieri forestali che incrociamo lungo il cammino e passando strada facendo per una solare radura, alla fine della lunga discesa ci ritroviamo giù a Pineta di Faedo, punto d’inizio della nostra avventura (50min.).
Dislivello assoluto 450m.
Tempo di percorrenza ore3:50.
Lunghezza tragitto Km 13.
                                                                          

 
 
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