21/04 cima Tignalga - GrEsGa

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21/04 cima Tignalga

Diario di Bordo > 2016
Giro della Val Tignalga
21/04/2016
Approfittando della piacevole temperatura primaverile, rieccoci qui a camminare tra i monti dell’alto “Parco Garda Bresciano”, dove oltrepassato Gargnano e superate un paio di gallerie, lasciata la gardesana prendiamo la deviazione che porta sull’altipiano di Tignale, dove proseguendo a nord per Tremosine, proprio là dove la strada inizia a calare giù al ponte che scavalca il Tignalga, in località Cà di Natone (645m) lasciamo l’auto nel piccolo spiazzo dinnanzi alla Santella che si trova alla nostra sinistra.

Incamminandoci sulla vecchia strada militare segnalata da un storico cippo del Reggio Esercito (segnavia n°257), con direzione N/w diamo inizio alla nostra escursione addentrandoci sempre più  nella recondita Val Tignalga, dove traversando il versante sinistro e allontanandoci sempre più dalla vista del lago, superati nel frattempo alcuni cumuli detritici e attraversato più avanti il torrente, infine ci ritroviamo al cospetto del scosceso gradone che ad ovest chiude l'alto impluvio. A questo punto, con innumerevoli serpentine raccordate da stretti tornanti il tracciato della strada militare s’impenna bruscamente su verso monte, e regalandoci scorci sempre più ampi sul lago di Garda e la catena del Baldo, alla fine della dura salita perveniamo al crocevia di passo di Scarpapè (1242 m, ore2). Giusto il tempo per riprendere fiato e dare un ultimo sguardo al sinuoso sentiero appena risalito, e proseguendo su per il sentiero che dolcemente prende quota verso nord, passando strada facendo dinnanzi ad alcun ricoveri in galleria costruiti durante la Grande Guerra, ecco che su in alto raggiungiamo il successivo crocevia di passo Puria (1374 m, 20min.). Come al precedente passo anche qui tralasciamo le indicazioni che indirizzano giù dal versante occidentale del spartiacque, e proseguendo a E lungo il pianeggiante sentiero che corre sotto cresta (segnavia n°254) oltrepassata la sbarra metallica e rinunciando la salita al sovrastante M.Puria (vedi la nostra del 18/05/2012) insistendo sul tracciato di quel che era un sentiero d’arroccamento del 15/18 arriviamo ai piedi di Cima Tignalga, dove inerpicandoci velocemente su per una zigzagante traccia che si stacca dal sentiero principale ne raggiungiamo la vetta (1409 m, ore1). Se pur modesta, l’elevazione di Cima Tignalga ad oriente ci regala una splendida immagine cartolina, dove a far da sfondo c’è il maestoso Baldo, l’immancabile Garda e in primo piano l’altopiano di Tremosine con la profonda e inconfondibile forra di S.Michele.
Dopo la meritata sosta recuperiamo nuovamente il sottostante tracciato del segnavia 254, e digradando ora giù dal versante meridionale, transitando tra scheletrici tronchi carbonizzati di pino silvestre e ignorando il sovrastante M.Casarole, proseguendo sul sinuoso e lungo sentiero alla fine ci ritroviamo  direttamente sulla strada della Tignalga, proprio di fronte a malga Campiglia (628 m, ore1:20), dove seguendo a questo punto la strada asfaltata verso sud, dopo aver attraversato il ponte sul Tignalga e risalita  un’ultima rampa d’asfalto, alla fine concludiamo il nostro periplo a Cà di Natone (20min.).
Dislivello assoluto 764m.
Tempo di percorrenza ore 5.
Lunghezza tragitto Km. 17.
                               
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