15/02 Val Venegia - GrEsGa

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15/02 Val Venegia

Diario di Bordo > 2019
Val Venegia
15/02/2019
Parco Naturale di Paneveggio, regno dell’abete rosso e habitat ideale per numerosi animali selvatici, un’isola felice che pur circondata da una miriade di comprensori sciistici, gelosamente custodisce preziosi angoli alpini ancora intatti, dove l’intervento dell’uomo si riduce alla presenza di qualche isolata malga e verdi alpeggi. Proprio come la Val Venegia, dove nell’ovattata dimensione invernale, ancora lontani dal chiassoso turismo estivo, l’incantevole spettacolo della natura sembra andare in scena solo per noi.

Muovendo i primi passi della giornata sulla piazzola ghiacciata di Pian dei Casoni (1675m), a nord imbocchiamo l’innevata strada forestale che parallela alla riva sinistra del Travignolo conduce a malga Venegia (1778m, 25min.), prima malga sulla nostra roadmap e porta d’accesso alla solare conca della Val Venegia. Come per magia, dalla penombra della fitta abetaia ecco apparire un’abbacinante spianata di morbida neve, contornata da rigogliosi boschetti e alte cime dolomitiche che svettano nel blu del cielo; un’incantevole opera d’arte, un insieme di luci e colori che travolge con sensazioni uniche, difficilmente dimenticabili e descrivibili. Ridestati da tanta meraviglia, ad est riprendiamo il nostro cammino lungo l’evidente tracciato di fondovalle, dove transitando strada facendo nella fascia boscata ai piedi del monte Mulaz e attraversato nel frattempo il ponticello sul torrente Travignolo, ecco che poco dopo giungiamo alla successiva malga Venegiota (1824m, 35min.), altro incredibile belvedere sul gruppo dolomitico delle Pale di San Martino. Proseguendo a questo punto in leggera salita lungo un tratto dove gli alberi si fanno sempre più radi e guadagnato nel frattempo l’ampio pianoro del Campigol della Vezzana, proprio là dove le Pale di San Martino sono così incombenti che sembrano caderci addosso, dinnanzi a noi ecco apparire il valico della Costazza, la nostra meta. Qui inizia senz’altro la parte più dura dell’escursione, dove seguendo la serpeggiante traccia che risale nell’alto impluvio della Val Venegia, rigirando di tanto in tanto lo sguardo alle nostre spalle per scrutare la strada già fatta, e accorciando  quella che ci aspetta tagliando su per la massima pendenza, alla fine dell’interminabile salita eccoci a Baita Segantini (2170m, ore1:50), dove ai piedi del Cimon della Pala ci godiamo uno dei panorami più famosi delle Dolomiti.
Spaparanzati sotto il sole di questa magnifica giornata e incantati dal maestoso scenario dolomitico, il tempo scorre veloce, e così scattata la rituale foto di gruppo e lasciato il tranquillo rifugio, giù dall’opposto versante ci ritroviamo nel caotico carosello sciistico di Passo Rolle, dove una fugace sosta sulla solare terrazza di Capanna Cervino (2084m, 20min.), si rivela un’ottima occasione per godere ancora una volta del magnifico scenario e della splendida compagnia. Ripreso il nostro cammino di ritorno e mantenendoci a bordo pista, digradando fin giù alla stazione a valle della seggiovia e attraversata poco dopo un’ultima pista che scende giù dal Castellazzo, proseguendo a questo punto ad ovest lungo l’evidente e ben battuta traccia pedonale e passando strada facendo da malga Juribello (1868m, 40min.), ecco che proseguendo lì sul sentiero che s’intrufola nuovamente nel bosco e affidandoci all'inconfondibile segnavia bianco/rosso, alla fine della lunga discesa la splendida giornata si conclude al Pian dei Casoni (35min.).
Dislivello assoluto 500 m.
Tempo di cammino ore 4:30.
Lunghezza tragitto Km. 12.5
                                                      
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