10/05 Scaloni di Ceniga - GrEsGa

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10/05 Scaloni di Ceniga

Diario di Bordo > 2019
Scaloni di Ceniga
10/05/2019
Lasciata l’auto a Dro (123m) e proseguendo al di là del ponte lungo la sponda destra del Sarca, seguendone la corrente a sud ci portiamo d’innanzi all’agriturismo “Maso Lizzone”, dove alla nostra destra imbocchiamo il sentiero per gli scaloni di Ceniga, altro paese che al di là del caratteristico ponte romano rappresenta un’ulteriore punto di partenza della nostra escursione (30min.).

Tra vitigni e olivi ben presto il sentiero ci porta a ridosso della parete rocciosa delle “Coste dell’Anglone”, punto d’attacco della via attrezzata degli Scaloni di Ceniga (250m, 15min.). Risalito un primo tratto di sentiero inciso nella parete rocciosa e ampliando sempre più la vista sull’ampia valle e il suo fiume, ecco che più in alto iniziamo a poggiare il piede sulla storica scalinata, dove alternando tavole di legno a gradini scavati nella roccia, alla fine dell’erta scala ci ritroviamo dinanzi ad uno dei tanti treppiedi che qui venivano utilizzati per calare il prezioso carico di legna in vallata (405m, 35min.). La bella vista che questo punto panoramico offre è un’ottima occasione anche per tirare un po' il fiato, e tralasciata qui l’indicazione per il sentiero delle “Cavre” e più avanti anche quella dei Lastoni (bivio di “Dos Tondo” 507m, 15min.), proseguendo invece sul 428 delle Coste dell’Anglone a nord confluiamo direttamente su una strada forestale (20min), un’agevole pista sterrata che intersecandone strada facendo una seconda, più in alto termina sull’asfalto della strada che risale direttamente da Padaro, poco distante dal bivio di S.Antonio, che raggiungiamo calando brevemente giù a sinistra, lungo la strada stessa (766m, 45min.). Riprendendo qui a camminare sul sentiero 408 che nel bosco sale su a monte, passando poco dopo davanti ad un evocativo capitello dedicato a S. Antonio e transitando più in alto nei pressi di alcune incantevoli abitazioni immerse nella tranquillità del bosco, alla fine dell’erto tratturo ci ritroviamo dinnanzi alla malga di “San Giovanni al Monte” (1050m, ore1), massima elevazione odierna e ottimo punto ristoro. Malgrado la strada asfaltata e la presenza di qualche mezzo motorizzato, il panorama e la quiete del posto ispirano comunque relax, e così seduti attorno ad uno dei tavoli antistanti la malga, tra un morso al panino e un boccale di birra il tempo vola via…il tempo và e immancabilmente ecco arrivare le nuvole, così alle prime gocce di pioggia non ci rimane che riprendere il nostro cammino lungo la strada che passa a fianco della vicina chiesetta, dove affidandoci al segnavia 425 e ignorando strada facendo un paio di biforcazioni che portano ad altre tante destinazioni, calando giù dal “sentiero dei Lastoni” e incalzati dalla leggera pioggerellina che nel frattempo rende ancor più scivolose le lisce placche rocciose, ecco che più in basso incrociamo nuovamente il sentiero delle “Cavre” (445m, ore1:30).
Affacciati a questo punto sul profondo baratro della Val del Sarca e l’abitato di Dro, agevolati nella discesa da alcuni spezzoni di cavo lì tesi per assicurare i tratti più esposti dell’impervio sentiero dell’Angiom, tra arbusti e macchia mediterranea infine giù in vallata ci ritroviamo dinnanzi ad un ennesimo capitello dedicato a S.Antonio (142m, 30min.), dove attraversato il vicino ponte sul Sarca e proseguendo da lì lungo la sua sponda sinistra, vòlto un'ultimo sguardo all'incombente falesia della Costa dell'Anglone concludiamo la nostra escursione tra le case di Dro (20min.).
Dislivello assoluto 927m.
Tempo di cammino ore 6.
Lunghezza tragitto Km. 14.
                               
Note:
Sia il sentiero degli Scaloni che quello dell’Angiom, benchè non presentino grandi difficoltà tecniche, data la loro forte esposizione sono da considerare a tutti gli effetti delle vie attrezzate, e pertanto l’uso dell’imbrago è d’obbligo, anche se personalmente ho trovato più indispensabile l’uso del caschetto, infatti visto il gran numero di alpinisti che frequentano le sovrastanti falesie, sul sentiero dell’Angiom vi assicuro che piovono giù parecchi sassi e pietre. Come sempre, per più precise e dettagliate indicazioni vi consiglio di consultare www.vieferrate.it.
                          
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