08/05 - GrEsGa

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08/05

Diario di Bordo > 2026
Castellana Grotte → Alberobello
08/05/2026
Lì nel cortile del B&B Villa Cassandra, ecco che le prime gocce d’acqua anche oggi sembrano voler rovinare la giornata. Una sfida al nostro buon umore che di certo non impedisce di fare gli onori alla lauta colazione, prima d’accettare di buon grado il passaggio in auto offerto dal premuroso amico Donato. Uno strappo alla regola che ci risparmia i due chilometri fino al centro storico di Castellana Grotte (290m).

Ben riposati e rifocillati, eccoci così pronti al nastro di partenza sulla via che dal centro cittadino sale alla Madonna della Vetrana (317m, 20min), un santuario con un cupolone che, con le sue vivaci piastrelle policrome, là nel grigiore del cielo assomiglia tanto ad un arcobaleno.
 Giusto il tempo per una sbirciatina a questo luogo dell’anima e, ripreso il nostro cammino, abbandoniamo la provinciale per infilare alla nostra destra una stradina di campagna. Uno stretto nastro d’asfalto dove il sottile velo d’acqua che lo bagna riflette il cielo con tutte le nuvole che ci stanno dentro, mentre tra pozzanghere e immancabili muretti a secco, sfilando dinnanzi al Convento dell’Immacolata (30min), più avanti ancora arriviamo alla chiesa di San Nicola di Genna (20min), altra testimonianza di fede che, come una solerte vigile, nel bel mezzo della campagna sembra essere stata messa lì apposta a dirigere l’intricato crocevia.
 Tra le tante strade che qui s’incontrano, senza perdere di vista l’onda azzurra del nostro segnavia, a sinistra proseguiamo nell’interminabile labirinto di muretti che delimitano le geometriche figure dei campi, un sconfinato paesaggio agreste di poderi coltivati e altri lasciati a pascolo, dove d’improvviso ecco apparire un minaccioso toro. Una montagna di muscoli con tanto di corna che sembra proprio non aver nessuna voglia di togliersi di mezzo. Tra sorpresa e sbigottimento, sul momento la prima cosa che vien in mente è di nascondere tutto quel che di rosso abbiamo addosso. Un gesto più scaramantico che altro, ma che a quanto pare qualcosa deve aver suscitato, visto che lì dinnanzi a noi, piano piano il minaccioso colosso si sposta quel tanto che basta a liberare la strada.
 Scampato pericolo e con passo spedito, sempre immersi nell’atmosfera più autentica della campagna pugliese, attraversata l’ennesima provinciale più avanti ancora un segnavia appena visibile ci devia sul stradello che a destra s’infila sotto al viadotto dell’acquedotto pugliese (ore2), una fangosa sterrata che nel grigiore della giornata va a incrociare la statale che qui arriva da Putignano (30min).
 Ormai prossimi alla meta, al di là della strada non rimane che lasciarci guidare dai nostri immancabili segnavia lungo stradine secondarie che si diramano nella periferia della cittadina, e passando ai piedi della croce dei Misteri (10min), in dirittura d’arrivo non resta che infilarci tra le vie fiancheggiate dai trulli di Alberobello, prima di fermare il tempo nella piazza difronte alla parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano (428m, 20min).
 Raggiunta così la meta della giornata, pioggia o grigiore che sia non rimane che infilarci tra le strette viuzze che si diramano nel nugolo di bianche casupole dal tetto a cono, che al di là della piazza, tutte assiepate sulla collina sono un’iconica immagine riconosciuta in tutto il mondo.
Dislivello assoluto 147m. (↑223m, ↓85m).
Tempo di cammino ore 4:10.
Lunghezza tragitto Km 19.
                                                   
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