21/01 Lago di Ledro - GrEsGa

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21/01 Lago di Ledro

Diario di Bordo > 2026
Lago di Ledro
Periplo del lago con salita alla Madonnina di Besta
21/01/2026
Esistono sfumature che non hanno nome, finché non arrivi sulle sponde del Lago di Ledro. Qui l’acqua non è solo azzurra: è un cristallo color smeraldo dove le cime delle Alpi Ledrensi si tuffano per specchiarsi in un silenzio quasi reverenziale.

A Molina di Ledro (638m), nei pressi dell’area museale delle Palafitte lasciamo la riva settentrionale del lago per imboccare al di là della strada litoranea “Via dei Colli”, una stradina asfaltata che su a monte ben presto abbandoniamo per deviare a sinistra sull’indicazione per la “Madonnina di Besta” (650m, 10min). Lasciato così l’asfalto ci ritroviamo a seguire il sentiero sterrato che nel bosco continua a salire di quota, una salita tutto sommato ben distribuita che di tanto in tanto regala bei scorci sulla porzione di lago che laggiù in basso bagna l’abitato di Molina, mentre più in alto ancora, lì dove un cavo d’acciaio ripara dal precipizio rimontiamo sulla vertiginosa rupe da cui la Madonnina di Besta sorveglia l’intero bacino della Val di Ledro e tutto quel che ci sta dentro (870m, 30min). Seppur a quota poco più che collinare, da quassù la vista spazia sull’intero lago e le montagne che l’abbracciano, una grandiosa immagine da cartolina senz’altro da immortalare, prima di riprendere il sentiero che verso monte si fa via via sempre più erto, un brusco cambio di pendenza dove come fiocchi di neve qua e là fanno capolino i candidi fiori dell’elleboro, un tocco di colore sul tappetto di foglie morte che ricopre il sottobosco, mentre su per un tratto gradinato andiamo a intercettare la strada forestale che sale da fondovalle (1025m, 20min), quota massima della giornata dove poter tirar fiato, prima di proseguire a sinistra fin al prossimo bivio per Mezzolago (940m, 15min). Preferendo qui alla carrabile l’alternativo sentiero che a sinistra digrada giù nel bosco, zigzagando tra faggi e carpini atterriamo nel frattempo in località “Fiore di Bella” (852m, 15min), un piccolo pianoro baciato dal sole che suggerisce una breve sosta, prima di riprendere la scoscesa discesa che giù in basso porta dritti a Mezzolago (655m, 20min), altra frazione nel comune di Ledro che a ogni angolo ci sorprende con qualche bel affresco. Tra personaggi fiabeschi e paesaggi d’altri tempi percorriamo così le strette viuzze fin a calare nell’area picnic che si trova in riva al lago, posto e momento giusto per un frugale spuntino, prima di riprendere il giro del lago seguendo la tranquilla passeggiata che solo poco più in basso e parallela alla strada porta dritti all’ameno lido di Pieve di Ledro (30min), estremo ovest del lago e deciso giro di boa del nostro itinerario. Al di là del ponte sul “Massangla” riprendiamo così il stradello sterrato che dopo un primo tratto lungo la riva, proprio all’altezza di una darsena s’innalza su per la scarpata fin a incrociare nuovamente la litoranea (660m, 45min), pochi metri d’asfalto prima di prendere lì a sinistra la più tranquilla sterrata che sempre alta sulla linea di costa offre dei bei scorci sulle turchesi acque del lago.
Ed è così che stavolta, a ritroso lungo l’ombrosa sponda meridionale andiamo a intercettare più a est nuovamente la strada maestra, un monotono nastro d’asfalto per fortuna poco trafficato, e che a questo punto della giornata non rimane che seguire integralmente per concludere così in bellezza al punto di partenza (25min).
Dislivello assoluto 387m. (↑448m, ↓458m).
Tempo di cammino ore 3:50.
Lunghezza tragitto Km 13.
                                                   
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