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09/04 Monte Cor

Diario di Bordo > 2026
M.Baldo
Il respiro del Baldo: da Brentino al bosco del Monte Cor
09/04/2026
Ci sono cammini che non uniscono semplicemente due punti geografici, ma due stati d’animo. E quello di oggi è proprio uno di questi ultimi. Lasciarsi alle spalle la Val d’Adige con le sue vie trafficate, significa accettare la sfida della pendenza, una fatica ampiamente ricompensata dalla pace improvvisa che ti accoglie lassù in alto, tra i fusti secolari del bosco del Monte Cor, un luogo dove la luce filtra a fatica e la natura sembra sussurrare a chi sa ascoltare.

A Brentino (187m), ai piedi della scalinata del Pellegrino, prendiamo a destra la diramazione più bassa di “Via dei Mulini”. Un breve tratto in discesa, prima di scavalcare il ponte sul Rio Bissole e intercettare sull’opposto versante la carrareccia per il Pian di Festa (225m, 10min). Giusto il tempo d’alzar la testa per un ultimo sguardo al Santuario della Madonna della Corona, ed eccoci pronti ad attaccare la breve serie di rampe a fondo cementato che, alzandosi velocemente di quota, portano a incrociare il segnavia 674 del nostro successivo rientro. Superato così lo strappo iniziale, con passo più spedito seguiamo il lungo traversone sterrato che, sempre nell’ombra di querce, carpini e indorati grappoli di maggiociondolo, più avanti intercetta anche il 660, altro sentiero che dalla sponda dell’Adige sale ripido fin quassù (610m, ore1:00). Sarà per esplorare nuove vie o semplice curiosità, fatto sta che poco più avanti, in prossimità del Pian di Festa ci lasciamo depistare dall’invitante stradello che al di là di una sbarra, porta dritti a una solitaria casa con tanto di radura che si apre nel bosco (655m, 15min). Ed è così che abbandonata la strada maestra, invece del più agevole giro tra le cascine e i campi dell’ameno pianoro, attraversato il prato imbocchiamo l’anonimo sentiero che ben presto si perde nell’intricato sottobosco. Una labile traccia fra tronchi e cespugli che sembra fatta apposta per tagliaboschi e cacciatori, mentre con l’unica certezza della salita, d’improvviso ecco apparire una sgargiante freccia gialla, una anonima quanto rassicurante indicazione che, di albero in albero, ci guida fin all’ennesimo bivio della giornata (840m, 30min). Intercettata a monte del Pian di Festa la stessa strada prima abbandonata, senza tentennamenti ora ci manteniamo a sinistra sul segnavia 76. Altra agevole forestale che, in costante ma leggera salita, su per il boscoso versante orientale del Castelcucco porta dritti al Passo della Crocetta (990m, 30min), una luminosa finestra spalancata sulle creste del Baldo da lasciar a bocca aperta. Raggiunta qui la quota massima del giorno, ecco che abbandonata la strada per Ferrara di M.te Baldo, alla nostra sinistra infiliamo il sentiero che scompare nella boscosa selva del monte Cor. Un vero e proprio viaggio “immersivo” nella natura, dove respirando a pieni polmoni l’inebriante fragranza della pineta, seguendo il tranquillo sentiero che si fa strada tra alti fusti d’abete, faggio e pino silvestre, arriviamo senza fatica sul Capitel dell’Orsa (950m, 40min), un vertiginoso pulpito roccioso sospeso nel vuoto, e che proprio lì dove la Val dell’Orsa e quella dell’Adige s’incontrano, oltre all’altopiano della Lessinia e la pianura, al di là dell’esclusiva vista sul Santuario e il borgo di Spiazzi, offre anche un bel scorcio sul nostro lago. Sotto la spartana croce, troviamo il tempo per l’immancabile foto ricordo e consumare un frugale spuntino, prima di ritrovare nel bosco le sgargianti frecce gialle che, dipinte su pietre e tronchi, oltre il ciglio del pianoro sommitale ci guidano fino alla vasca di carico che alimenta la sottostante centrale idroelettrica di Brentino (774m, 15min). A questo punto, poco sotto il grande serbatoio non resta che calare giù in valle seguendo la grossa condotta forzata. Una scoscesa ed evidente traccia che in basso, nel bel mezzo del bosco, va a intercettare il trasversale sentiero 674 per malga Orsa (700m, 25min).
Recuperati i segnavia ufficiali del CAI, a sinistra digradiamo dal scosceso e impervio sentiero che, sempre nel bosco, va a chiudere il nostro periplo sulla medesima strada risalita al mattino (280m, ore1). Con il vantaggio della discesa, stavolta non resta che digradare dalle rampe cementate, per concludere così in bellezza al nostro punto di partenza (15min).
Dislivello assoluto 703m. (↑853m, ↓842m).
Tempo di cammino ore 5.
Lunghezza tragitto Km 13.
                                     
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