15.3 Val di Ledro - GrEsGa

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15.3 Val di Ledro

Diario di Bordo > 2012
Valle di Ledro “Senter de Croina”
15/03/2012

Giunti in val di Ledro proseguiamo oltre l’omonimo lago fino a raggiungere Tiarno di Sotto, e proseguendo lì sulla tortuosa stradina che esce a N dell’abitato, più avanti raggiungiamo il caratteristico ponte Romano di Croina (970 m), dove troviamo giusto lo spazio per parcheggiare le due auto.  
Proseguendo sulla carrozzabile da lì a poco raggiungiamo il ponte sul rio Gabuz, dove ignorate le indicazione per bocca Giumella e proseguendo invece alla nostra destra, sul segnavia n°415 risaliamo la val di Croina. Transitando tra vecchi fienili e passando nel frattempo dallo sterrato della carrozzabile al più rustico sentiero, giunti più avanti nei pressi di malga SAT e deviando decisi alla nostra sinistra, faticosamente ci inerpichiamo ora sulle pendici meridionali del M.Nozzolo. Dirigendo verso est a mezza costa, prima nel folto di una bella faggeta e attraversata più avanti una brulla scia di nuda terra testimone di recenti frane, la traccia punta poi dritta alla sovrastante forcella della Bocca di Vies (1605m, ore2), massima elevazione del nostro tragitto. A questo punto calpestando un tardivo manto nevoso caliamo brevemente sul versante opposto, e ammirando strada facendo un bel scorcio scenografico con vista sul lago di Ledro e le creste montebaldine a far da sfondo, in breve eccoci alla vicina Malga Vies (1555m, 30min.). Al caratteristico roccolo da caccia, appollaiato sul sovrastante e panoramico dosso, ci aspettano due vagabondi cani da caccia, impazienti di condividere con noi un pò di compagnia….e il panino con lo speck che ci stiamo prestando ad addentare. Dopo la sosta ristoratrice, per il ritorno non ci rimane che seguire a ritroso la stessa via fatta all’andata, fin giù al ponte Romano di Croina (ore2).
Dislivello max. in salita 635 m.
Tempo di percorrenza ore 4:30.
Distanza percorsa 12 Km.

Note: Non bisogna farsi ingannare dal modesto dislivello, infatti i 635 metri di risalita si sviluppano sù per un ardito pendio, e anche se agevolati dal zig-zag del tracciato, alla forcella della Bocca di Vies il fiato era bello grosso. Inizialmente seguendo la carrozzabile, poi seguendo l’immancabile segnaletica rosso-bianca, e grazie all’evidente traccia che attraversa la zona franosa l’orientamento non ha creato problemi. Nella stagione più calda, data la mancanza di punti di rifornimento, è utile munirsi di una buona scorta d’acqua.
                                              


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