10/02 passo Coe - GrEsGa

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10/02 passo Coe

Diario di Bordo > 2018
Passo Coe
10/02/2018
Fortezze austroungariche, Malga Zonta e bunker  con tanto di missili puntati al cielo, muti testimoni di tragiche vicende belliche, che in epoche diverse hanno tormentato l’idilliaco paesaggio dell’altopiano di Folgaria. Memorie storiche che pietosamente celate dal candore invernale oggi ci invitano ad una sicura ciàspolata tra i boschi e gli alpeggi che costellano l’ondulato altipiano. A fianco dell’osteria di Passo Coe (1600m) ci affidiamo all’apposito tracciato pedonale che risale parallelo al tapis roulant, e attraversata su in alto la pista riservata agli sciatori, sul lato opposto ci allontaniamo dal caotico mondo dello scii per introdurci a N/E nell’ovattato paesaggio invernale. Arrivati più avanti al crocevia di Bocca Orsara (20min.), abbandonata la pianeggiante conca e con esso il ben battuto circuito ufficiale delle ciàspole, arrancando faticosamente nella spessa e inviolata coltre ad E risaliamo il boscoso versante che su in alto porta nel solare alpeggio di Malga Pioverna alta (1721m, 40min.), primo pit-stop della giornata e strategico balcone panoramico, dove la vista a ovest spazia senza ostacoli dalle vicine creste del Baldo e del Bondone fino alle più lontane vette dell’Adamello, Brenta, Sassolungo e Marmolada. Ripreso poi il nostro cammino verso monte, transitando strada facendo per l'intermedia stazione della seggiovia di dosso Pioverna e attaccando subito dopo l’ennesimo cambio di pendenza, più in alto guadagniamo la sommità di Costa d’Agra e la rispettiva seggiovia che qui risale dai Fiorentini (1819m, 30min.), massima elevazione odierna con vista a 360° sull’intero altipiano folgaretano, monti e valli vicentine comprese. A questo punto con rotta N/E abbandoniamo definitivamente il frenetico carosello sciistico per avvicinarci all’aereo ciglio che a oriente s’affaccia sulla Valbona, e affidandoci lì ai ricordi di passate escursioni più che alle introvabili indicazioni bianco/rosse, digradando giù dal boscoso costone e tracciando faticosamente la breccia nell’immacolata coltre, giù in basso giungiamo al sottostante rifugio di Valbona (1694m, ore1.), dove il calore della stufa e la simpatia del gestore sono un’irrinunciabile occasione per la sosta rancio. Lasciato a malincuore l’ospitale rifugio e abbandonate a questo punto le piste innevate, camminando direttamente sull’asfalto della strada che corre sul fondo della Valbona, passando per il confine regionale trentino/veneto e  per l'evocativa Malga Zonta (1540m, 50min.), alla fine chiudiamo il nostro periplo a Passo Coe (20min.).
Dislivello assoluto 219m.
Tempo di cammino ore 3:40.
Lunghezza tragitto Km10.
                                                         
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