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30.7 Cima d'Asta

Diario di Bordo > 2013

Cima d’Asta

30/07/2013
Rif. Brentari

La solitaria Cima D’Asta è un’isola di granito circondata dal mare porfirico del Lagorai, e rappresenta una delle più antiche montagne emerse del continente europeo. Nonostante la vicinanza alle più blasonate cime dolomitiche, ci ritroviamo a camminare su vecchi sentieri militari della Grande Guerra, in un ambiente ancora sorprendentemente intatto e incontaminato, lontano dal devastante turismo di massa, insomma, una montagna per veri intenditori.

Dal parcheggio di malga Sorgazza (1450 m) ci incamminiamo sulla strada forestale n°327 con direzione nord, sempre immersi nel fitto lariceto, circondati da felci, muschio e innumerevoli rivoli d’acqua, giungiamo alla postazione a valle della teleferica di servizio per il rif. Brentari (1674m, 35min.). Abbandonata la forestale, e con lei il segnavia 327 che dirige a est, nostra successiva via di ritorno, imbocchiamo ora il sentiero n°380 sempre in direzione nord, che più avanti ci porta a riemergere  dal folto bosco, per risalire poi su terreno aperto e detritico fin su a Forcella Magna (2117m, ore1:10). Dalla panoramica sella, importante crocevia di più sentieri, con direzione N-E il nostro cammino si fa sempre più erto sul segnavia n°375, e arrancando faticosamente tra granitici detriti, e zolle erbose, ci ritroviamo a camminare su un’esile ed esposta cengia che incide a metà costa il versante nord di cima Tellina; superato un breve tratto attrezzato con fune di cortesia e risalito un sdrucciolevole canalino, in breve ci ritroviamo al cospetto della verticale parete  della ferrata “Gabrielli” (2270m, 40min.). Imbracatura, caschetto, e via! ad arrampicare su per la verticale scaletta, fin a rimontare sul prato sommitale, un incantevole giardino Zen, dove pietra, prato e rosei rododendri si fondono in perfetta armonia. Dopo un illusorio breve tratto pianeggiante il sentiero si impenna nuovamente, e transitando per le creste di Socede, giungiamo sul col Verde (2568 m, ore1), massima elevazione odierna e punto di transito per calare poi giù nella sottostante conca del Rifugio Brentari (2468m, 35min.). Dopo la meritata sosta rigenerante, qualche foto al cristallino lago e all’imponente parete di Cima D’Asta, per il ritorno caliamo a valle col sentiero 327b (trodo dei aseni). Inizialmente su levigate placche granitiche, poi per prato e rado bosco, ci ritroviamo nuovamente alla stazione a valle della teleferica, dove ripercorrendo a ritroso la forestale fatta all’andata, concludiamo  a malga Sorgazza (ore2:15).
Dislivello max. 1118 m.
Tempo di percorrenza ore 6:15.
Lunghezza tragitto 19 Km.


Come raggiungere malga Sorgazza.

All’altezza di Strigno abbandoniamo  la SS47 della Valsugana, proseguendo per  Pieve di Tesino, imbocchiamo la Val Malene, e seguendo le indicazioni  per Malga Sorgazza, arriviamo  a destinazione.
Note
Bellissimo e affascinante percorso ad anello, ma faticoso e lungo che occupa l’intera giornata, molto più appagante se abbinato all’Alta via del Granito, escursione di tre giorni tra il gruppo Grava e Cima D’Asta. La via attrezzata”Gabrielli” consiste in una serie di tre scale verticali, e se pur breve ( circa 20 m) per la risalita della parete è d’obbligo il set da ferrata.  Dal rifugio Brentari, è possibile risalire, in circa un’ora e mezza, ai 2847 m. di Cima D’asta, la vetta più alta di tutto il comprensorio. Nella discesa dal rifugio, oltre al sentiero 327b, è possibile calare giù direttamente sulle ripide, e scivolose placconate granitiche poste alla base del rifugio stesso. Per quanto riguarda i punti di ristoro, è possibile usufruire sia di malga Sorgazza che del Rif. Brentari, e comunque, l’acqua nel nostro zaino non deve mai mancare.

                                                           

 
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