25.1 Costa d'Agra - GrEsGa

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25.1 Costa d'Agra

Diario di Bordo > 2014

Folgaria e dintorni

25/01/2014

Tanta neve, sole e cielo azzurro, ma inevitabilmente la bella giornata ha attirato anche una miriade di sciatori, che fin dal mattino hanno trasformato il tranquillo altopiano in una delle più affollate spiagge adriatiche di pieno agosto. Comunque, io e Tiziano animati dalla frizzante brezza montana,  lasciata l’auto nei pressi del centro fondo di Passo Coe (1610m) e imboccato il sentiero E5, dirigendo alla nostra sinistra (N-E) partiamo alla ricerca di sentieri e boschi solitari, o almeno un pò più genuini. Attraversate in un paio d’occasioni le piste da sci ben presto il comodo e ben battuto sentiero “percorso ciaspole” si allontana dal caotico centro sciistico, e calando leggermente nell’ampio avvallamento, sempre con direzione N-E in breve giungiamo al crocevia di Bocca  Vallorsara (1621m). Qui seguendo le indicazioni per malga Pioverna Alta e arrancando faticosamente su per il boscoso declivio alla nostra destra (E), su per la massima pendenza ci portiamo sull’ampio alpeggio di malga Pioverna (1740m, ore1). Il soleggiato pianoro offre un spettacolare panorama sull’intero altopiano folgaretano, e se all’orizzonte svettano nitidi i massicci dell’Adamello, Presenella e Brenta, nel profondo solco della Valsugana scorgiamo le acque del lago di Caldonazzo. Dopo una breve sosta contemplativa, riprendiamo la nostra ascesa verso monte, su per il pendio occidentale raggiungiamo in successione le  stazioni delle seggiovie di Dosso Pioverna (1778m) e Costa d’Agra (1820m, 20min.), punto culminante dell’escursione. Dalla sommità del monte il panorama si amplia ulteriormente anche sulle valli e i monti che stanno a oriente, verso gli altopiani di Lavarone, Luserna, e la pianura vicentina. Lasciata alle nostre spalle la rumorosa e grigia cabina della seggiovia, con ampio zigzag ora caliamo giù dal pendio orientale, e immergendoci nuovamente nel bosco, più in basso intersechiamo l’asfalto della strada provinciale, giusto a pochi metri dal rif. Valbona (1690m, ore1:20). La sosta nell’accogliente rifugio è l’occasione per scambiare quattro chiacchiere con i simpatici e cordiali avventori, e su loro indicazione, invece di incamminarci direttamente sull’asfalto della SP92, per il ritorno imbocchiamo il sentiero n°525, che dirigendo a S-E s’inoltra nel fitto bosco. Nell’ovattato e immacolato sottobosco della Valbona le indicazioni bianco/rosse sono ben nascoste dalla spessa coltre, e così affidandoci alle tracce lasciate da chi ci ha preceduto, più avanti, quando il tracciato tende a diverge ancor più verso oriente, abbandoniamo il sentiero ufficiale per seguire una traiettoria che dirigendo decisamente verso S-W ci porta a recuperare il tracciato della strada provinciale, proprio in prossimità del confine provinciale fra Trento e Vicenza (1550m, ore1). Camminando a questo punto direttamente sul nastro asfaltato, transitando per la ex base Nato, più avanti concludiamo il nostro periplo a Passo Coe (35 min.).
Dislivello Max.  
350m.
Tempo di cammino
4 ore.
Lunghezza percorso
10 KM.

                                                                       




 
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