9.12 Eremo San Valentino - GrEsGa

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9.12 Eremo San Valentino

Diario di Bordo > 2011

09/12/2011  

Eremo di S.Valentino

Lasciata la gardesana occidentale a Gargnano, ci inerpichiamo sulla tortuosa strada della Valvestino, e dopo alcune svolte troviamo la diramazione che porta alla frazione di Musaga (454m), dove terminato il viaggio in auto, inizia quello a piedi. Percorrendo la stretta viuzza che a nord attraversa il piccolo borgo e affidandoci alle famigliari indicazione bianco-rosse del C.A.I, alla nostra sinistra deviamo sull’erto vicolo, che fuoriuscendo dall’abitato e proseguendo su stradello, porta a risalire la breve scalinata d’accesso al panoramico sagrato della solitaria Chiesa di S.Antonio Abate. Raggiunto a questo punto il vicino abitato di Sasso, altra frazione di Gargnano (531m), attraversata anche qui la stretta via principale, con direzione nord giungiamo all’antica fonte-lavatoio, dove ci aspetta l’indicazione del sentiero n°31 per M.Comer e Briano. Sovrastando orti e rasentando un muro a secco, lasciandoci alle spalle le ultime case la vista si apre sull’ampia conca dell’abitato di Sasso per poi immergersi nel bosco di carpino e querce, fino a scorgere l’ennesima diramazione col sentiero per l’eremo. Lasciato il segnavia n°31 per il M.Comer, a destra caliamo ora giù da un recondito e sassoso impluvio, e proseguendo sulla traccia che risale verso nord, dopo pochi minuti ci ritroviamo d’innanzi all’originale porta d’accesso al breve sentiero per l’Eremo di S.Valentino (772m, 50min.). Qui il panorama è mozzafiato, la vista abbraccia un’ampia porzione del centro e basso lago, mentre d’innanzi a noi sfilano ordinatamente le cime del Baldo, e poco più a sud, rimanendo sulla riviera Bresciana, si individua l’inconfondibile profilo del re del Lago il “Pizzocolo”. Il nostro percorso continua poi all’interno della vicina forra, dove risalito il verticale sentiero attrezzato, più in alto riguadagniamo il segnavia n°31 precedentemente abbandonato. Proseguendo ora nel folto bosco e raggiunta più a nord un’ennesima biforcazione, tralasciando qui le indicazioni per la cima del Comer e deviando invece sulla diramazione sinistra, da lì a poco giungiamo al bel rif. degli Alpini, sull’altopiano di Briano (1027m,ore1). Per il ritorno percorriamo ora verso sud la comoda strada asfaltata che risale da Sasso; e giunti alla tenuta Rasone (931m, 20min), abbandonato l’asfalto e imboccato il sentiero n°38 che alla nostra sinistra digrada giù a valle, immergendoci nuovamente nell’intricato bosco più in basso ci ritroviamo prima a Sasso (40min.), e da qui a ritroso alla fine concludiamo nella quieta Musaga (20min.). 
Dislivello max. 570 m.
Tempo di percorrenza
 ore 3:10.
 

NOTE
La diramazione che si stacca dal sentiero n°31 e che prosegue fin all’eremo, e la successiva risalita della via attrezzata, visto il fondo sassoso e l’esposizione, richiedono un po’ di prudenza, soprattutto in caso di terreno umido; per lo stesso motivo è bene prestare attenzione nell’accedere ai invitanti ed esposti punti panoramici che si trovano lungo il percorso.

Curiosità
Eremo di S.Valentino
La tradizione racconta che buona parte degli abitanti di Gargnano, per sottrarsi al flagello della Peste nel 1630, si rifugiò a gruppi tra loro isolati, tra le rocce di M.Comer e dietro al Denervo. Terminato il contagio, si fabbricò la chiesetta, come adempimento di voto dei superstiti, che erano qui rifugiati, nella fessura di roccia a picco sul lago.
Nel 1842 era giunto in questa grotta, Geremia Paladini, proveniente da Cassone di Brenzone, forse renitente agli obblighi militari sotto la dominazione austriaca del tempo o forse per nascondersi per qualche motivo che non fu mai rivelato. Venne sopranominato “el Romet de San Valentì” e la sua figura caratteristica, ritratta da un profilo dal vero nel 1859, lo raffigura, come lo si vedeva passare di paese in paese, col suo bastone e la sacca, per andare alla questua.
                                                                           



 
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