6.12 Monte Guglielmo - GrEsGa

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6.12 Monte Guglielmo

Diario di Bordo > 2012
06.12.2012
Monte Guglielmo
Fra il lago d’Iseo e la Val Trompia si erge la tondeggiante vetta del M.Guglielmo, un pezzo d’arco alpino capitato chissà come proprio qui, al limitare della pianura e a due passi dalla città di Brescia, talmente vicino alle più importanti vie di comunicazione che inevitabilmente diviene la meta ideale per qualsiasi stagione. Tra le molteplici vie d’accesso alla sua vetta oggi risaliamo dal versante del lago d’Iseo, e precisamente dal paese di Zone (700m), dove lasciata l’auto nel parcheggio adiacente al piccolo cimitero e digradando giù dalla scala che cala sul fondo valle, andiamo così ad imboccare il sentiero CAI 227.

Il primo tratto dell’escursione ricalca la vecchia mulattiera acciottolata che su per la Val Vandul s’immerge nel fiabesco " bosco degli gnomi", un’atmosfera incantata e surreale, dove una leggera spruzzatina di neve e la presenza di fate e gnomi fanno venir meno la fatica, mentre tra acciottolato, sterrato e tratti cementati, andiamo ad intercettare la carrareccia che da lì a poco porta a malga Casentiga (1410m, 1:40), ottima sosta di mezzavia per riprender fiato e scattare qualche foto dal panoramico balcone affacciato sul Sebino e i suoi monti. Lasciata la malga a nord ben presto la stradina fin qui seguita si trasforma in mulattiera, un’erto tracciato che fuori dal bosco s’inerpica tra i prati innevati che digradano ai piedi dell’erta falesia del “ Corno del Bene”, altro imperdibile punto panoramico dove la vista a ovest si spinge ben oltre il lago e i suoi monti. Lasciata alla nostra destra la parete rocciosa, riprendiamo ad arrancare faticosamente su verso monte fino ad intercettare il pianeggiante sentiero che dalla sommità del Corno del Bene a sinistra dirige verso Malga Palmarusso di sotto. Lasciata la malga alla nostra sinistra e avendo già bene in vista l’inconfondibile cima del Guglielmo, proseguendo dritti sulla stradina innevata che sale a monte, su in alto arriviamo al rifugio Almici (1861m, ore1:30), ottimo punto sosta prima di affrontare l’ultima faticosa salita che porta in vetta al M.Guglielmo (1949m, 20min.). A ridosso dell’imponente monumento al Redentore e a dispetto della gelida tramontana, qui ci godiamo comunque la grandiosa vista che dalle nordiche cime della Presolana e dell’Adamello si spinge a ovest fin sul Cervino e il Monte Rosa, e se oltre la Pianura Padana a sud s’intravede la contorta dorsale appenninica, ecco che il Sebino da una parte e il Garda dall’altro completano l’eccezionale tour panoramico prima di lasciare la vetta e cercar riparo al sottostante rifugio.
Dopo la meritata sosta rancio, giù dal versante appena risalito ricalchiamo pressappoco le nostre stesse orme fin a malga Casentiga, e deviando più in basso sul parallelo sentiero 227A, confluendo alla fine della lunga discesa sull’acciottolato sentiero del mattino, infine ecco che tra gnomi e fate torniamo velocemente al nostro punto di partenza (ore2).
Dislivello assoluto 1250 m.
Tempo totale di cammino ore 5:30.
Lunghezza tragitto 15 Km.

                                                  

Curiosità:
In occasione della celebrazione del Giubileo del 1900, l’allora Papa Leone XIII chiese che venissero innalzati monumenti a Gesù Redentore in tutte le regioni d’Italia, uno per ogni secolo di redenzione del mondo, infatti all’epoca le regioni erano 19 (a onor del vero ne furono erette solo 17 poiché quelle d’Abruzzo e Umbria furono sì previste, ma mai realizzate). Per la Lombardia la scelta cadde proprio sul M.Guglielmo, e così la secolare cappella dedicata al Cristo Redentore quest’anno ha festeggiato i suoi 110 anni.
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