01/12 M.Castelberto - GrEsGa

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01/12 M.Castelberto

Diario di Bordo > 2021
M.Castelberto
01/12/2021
Come a voler rispettare un’appuntamento ormai consolidato nel tempo, in quest’ultimo scorcio d’autunno rieccoci qui al passo delle Fittanze (1399m), dove senza dubbi d’orientamento siamo pronti a stampare le nostre orme sull’immacolato sentiero 250, l’evidente tracciato che lì sul dosso di malga Fittanze e in disparte dalla strada dirige a nord. Mantenendoci così a ridosso della recinzione in filo spinato e tralasciando strada facendo la deviazione sinistra del segnavia 180 “sentiero dei contrabbandieri”, passando subito dopo dinnanzi a una colonnina in pietra nel frattempo risaliamo la breve fascia boscata che porta nella sovrastante radura della “Speluga del Martin”, un pozzo naturale che cinto da lastre in pietra e abeti sembra custodire chissà quali misteri. Proseguendo sul nostro sentiero nel frattempo ci innalziamo ulteriormente di quota tra i pascoli del Bàito di Roccopiano, ennesima occasione questa per rigirare lo sguardo alle nostre spalle e ammirare ancora una volta la lunga catena del Baldo prima di proseguire oltre sul sentiero E7 che nella neve sempre più candida e immacolata devia a est fin a intercettare la strada principale al bivio del Pidocchio (1568m, ore1). Calzate a questo punto le ciaspole e mantenendoci sul tracciato della strada forestale che completamente sommersa dalla neve è ora irriconoscibile, nel frattempo più avanti perveniamo a Malga Lessinia (1616m, 20min), uno storico rifugio che seppur chiuso è sempre un’ottima occasione per una breve sosta di mezzavia prima di proseguire ai piedi del dosso di malga Pidocchio e passare così dinnanzi alle rispettive trincee, fino ad abbandonare il tracciato della strada proprio là dove l’indicazione del percorso pedonale indirizza su per la successiva morbida gobba, una deviazione fatta apposta per evitare il tracciato dedicato agli sciatori e che giù dall’opposto versante porta a intercettare nuovamente la traccia ben battuta al bivio di Castelberto (1701m, ore1). Tralasciando qui sia la strada che la dorsale dei “Cordoni”, mantenendoci rigorosamente in disparte dalla pista da sci a nord ecco aprirsi dinnanzi a noi l'abbacinante spianata completamente ricoperta di neve, una passerella panoramica con vista sul Baldo e il Carega dove sferzati dal vento sempre più rabbioso e gelido non resta che puntare dritti al rifugio di Castelberto (1765m, 30min), la nostra meta.
Visto che l’impietosa foschia nel frattempo ha cambiato completamente il volto della giornata e ingoiato ogni punto di riferimento, senza cercar altre vie a noi non resta che affidarci al tracciato fin qui seguito. Un percorso a ritroso dove passando nuovamente per il bivio di Castelberto (30min) e Malga Lessinia (30min) arriviamo così al bivio del Pidocchio (10min), dove a questo punto invece del sentiero per Bàito Roccopiano preferiamo seguire integralmente la strada, una via più agevole che senza alcuna difficoltà d’orientamento riporta là dove l’avventura è iniziata (ore1).
Dislivello assoluto 366m.
Tempo di cammino ore 4:30.
Lunghezza tragitto Km 13.
                                    
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