20/01 Omini di Pietra - GrEsGa

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20/01 Omini di Pietra

Diario di Bordo > 2022
Altopiano del Salto
Omini di pietra “Stoanerne Mandlen”
20-01-2022
Sull’altopiano del Salto una sosta nell’amena cittadina di Meltina è d’obbligo prima di proseguire sulla strada che sale verso monte, e dove abbandonate nel frattempo le indicazioni per San Genesio, nel bel mezzo del bosco il nostro viaggio in auto termina in località Kircheben (1352m), un’area sosta dove tra i tronchi d’abete lì accatastati troviamo una nutrita segnaletica di sentieri.

Giusto il tempo di calzare gli scarponi, ed ecco che sull’indicazione del segnavia 15 ci ritroviamo a zigzagare tra i slanciati alberi del bosco, un sentiero in leggera salita che passando da lì a poco sul bordo di una vasca per la raccolta d’acqua porta al primo bivio della giornata (25min). Tralasciando qui la comoda forestale e abbandonate le indicazioni bianco-rosse, calpestando tratti di neve ghiacciata e gelido sterrato tiriamo dritti sull’evidente stradello che su a monte sbuca tra i pascoli alpini, un’area soleggiata punteggiata qua e là da qualche larice e pittoreschi fienili in legno, e dove sotto lo sguardo di una Wetterkreuz intercettiamo l’ultimo tratto di forestale che rimonta sul dosso prativo di Möltner Jöchl (1733m, 45min), un’elevazione dalla grandiosa vista dolomitica che ben merita una sosta contemplativa. Lasciandoci guidare dal segnavia europeo E5 attraversiamo l’intero alpeggio fin a intercettare nuovamente il segnavia 15, un breve tratto di strada forestale che infilandosi nella fascia boscata porta dritto alla Möltner Kaser (1763m, 35min), una pittoresca e accogliente malga ben esposta a mezzogiorno che seppur chiusa è comunque occasione per una breve sosta. Tra le varie indicazioni che qui inviano in tutte le direzioni, su a monte seguiamo ora il segnavia 28, un sentiero che intrufolandosi nuovamente nel bosco attacca poi l’ultimo brusco cambio di pendenza, un’erta salita in campo aperto dove accompagnati da orizzonti sempre più ampi risaliamo senza tregua fin sul culmine del monte Schoneck (2003m, 45min), dove con la testa nel cielo e i piedi ben piantati nella neve ci attendono gli “Omini di Pietra”, silenziose sentinelle che quassù sembrano sorvegliare l’intero arco alpino. Cercando alla bell’e meglio riparo dal gelido vento, tra un morso al panino e un sorso di tè caldo ecco iniziare la rituale sfida per dare un nome alle tante cime vicine e lontane che l’occhio via via riesce a inquadrare: Sassolungo e Sassopiatto, Alpe di Siusi, Scilliar, Marmolada, Catinaccio, Lagorai…un’interminabile elenco che la tirannia del tempo interrompe anzitempo, prima d’iniziare il rientro calando stavolta giù dal versante orientale del monte. Affacciati così sulla Val Sarentino, ben presto abbandoniamo il pascolo alpino per seguire il tranquillo sentiero che all’ombra di radi abeti e morbide distese di neve s’abbassa sempre più di quota. Un dolce saliscendi, dove abbandonando strada facendo prima l’indicazione del 23 (20min) e al successivo bivio anche quella del 23B (20min), proseguendo da lì in poi sul segnavia 5 nel frattempo arriviamo alla “ Jenesier Jöchl Alm” (1664m, 20min), altra pittoresca malga sulla nostra roadmap, dove ben esposti a sud a questo punto tra zone boscate e solatii pascoli la nostra interminabile discesa termina al parcheggio di località Shermoos (1436m, ore1:20), altro punto di partenza questo da tener presente per una prossima escursione.
Dal valico che separa San Genesio da Meltina, in direzione di quest’ultima seguiamo ora la provinciale, un lungo e monotono nastro asfaltato dove passando accanto a pittoresche borgate e antichi fienili ci abbassiamo ulteriormente fin a incrociare la trasversale via Zum Kreiter (30min), un’erta stradina laterale che più a monte abbandoniamo per proseguire sul segnavia 4A, un stretto nastro asfaltato questo che su per una pendenza proibitiva risale direttamente tra i casolari e le stalle che anticipano di poco la fine della nostra escursione (20min).
Dislivello assoluto 766m.
Tempo di cammino ore 5:45.
Lunghezza tragitto Km 21.
                                      
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