27/05 le Cime del Baldo - GrEsGa

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27/05 le Cime del Baldo

Diario di Bordo > 2020
Sulle vette del Baldo
27/05/2020
Cielo azzurro e sole di primo mattino, condizioni ideali per abbandonare i verdi alpeggi di Novezza e issarci su per gli erti canaloni che scivolano dal versante orientale del Baldo. Impervie e faticose vie che dritte verso il cielo rimontano sulle vette più alte, dove panorami già più volte ammirati non finiscono mai di stupire.

Sull’ultimo tornante della strada che sale a Novezza (1200m), dritti su a monte ci incamminiamo sul segnavia 657, un’erboso sentiero che fin da subito mette a dura prova gambe e fiato. Passando dai pascoli alla fascia dei mughi e traversando più in alto nel solco del Vallone Osanna (1500m, 25min), su per l’opposto versante approdiamo ad un panoramico pianoro attrezzato con tanto di panche e tavolo (1540m, 10min), occasione giusta per tirare il fiato prima di riprendere l’erto sentiero che tra vegetazione sempre più rada e terreno sempre più roccioso va ad intercettare la sovrastante mulattiera del segnavia 658 (2100m, ore1:10). Prendendo qui a camminare verso nord, giusto il tempo di superare un vecchio cumulo di neve e ben presto abbandoniamo l’agevole altavia per deviare sull’erto tracciolino che a sinistra rimonta sull’aereo crinale spartiacque, dove alle spalle del rifugio Telegrafo un’ultima rampa porta in vetta al M.Maggiore (2200m, 20min), un'ambito e generoso punto panoramico sul Garda e la Val d’Adige, dove oltre la pianura la vista si spinge fino alla contorta dorsale appenninica e alla laguna veneta. Recuperato giù in basso l’agevole tracciato dell’ Alta via del Baldo e proseguendo a nord sotto Punta Pettorina, sbirciando di tanto in tanto sui circhi glaciali che scivolano giù dell’opposto versante gardesano e tralasciando per ora al bivio di forcella Val Fontanella quella che sarà poi la nostra via di rientro, ecco che più avanti abbandoniamo nuovamente il sentiero maestro (2080m, ore1:05) per inerpicarci bruscamente sull’erto tracciolino che porta in vetta a Cima Valdritta (2218m, 20min), massima elevazione del Baldo e di tutti i monti gardesani.  
Frugale spuntino, rituale foto di gruppo, e tornati al precedente bivio di Forcella Val Fontanella ora abbandoniamo definitivamente l’alta via per deviare sul scosceso e insidioso sentiero 66 (25min), dove passando accanto ad un vecchio cippo di confine e stando ben attenti a non scivolare, ad est dirigiamo verso lo sperone roccioso della Cornetta per andare poi ad intercettare giù nell’impluvio della Val Campione il trasversale sentiero Bovi (1700m, 40min). Un’agevole sentiero immerso nei mughi che da lì a poco abbandoniamo per digradare sulla traccia che per prato giù in valle sbocca direttamente sulla strada Graziani (1430m,25min), dove dinnanzi al grazioso Chalet Novezzina non resta che ricalcare il nastro d’asfalto per tornare tranquillamente al nostro punto di partenza (20min).
Dislivello assoluto 1.000m.
Tempo di cammino ore 5:20.
Lunghezza tragitto Km 13.
                                         
 
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