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20/09 Casto

Diario di Bordo > 2023
Valsabbia
Parco delle fucine di Casto
20/09/2023
Nelle Prealpi bresciane, il Parco delle Fucine di Casto non è solo un posto per adrenaliniche vie ferrate e traballanti ponti tibetani, ma anche un viaggio nel tempo, dove inanellando il circuito “Blu” con quello “Arancione” ci siamo avventurati in ombrosi canyon solcati da vivaci torrenti che ancora oggi custodiscono i resti di antichi mestieri.   
 
A località “Càa delle Strèe” (445m) la giornata inizia seguendo l’indicazione per il rifugio Paradiso, un sentiero pianeggiante che alle boscose pendici di Corna Zana porta ben presto ai laghetti che qui raccolgono l’acqua di numerosi torrenti. Tra un clic fotografico e l’altro ci avviamo così sul percorso “blu” del nostro giro ad anello, un tracciato ben evidente dove è sufficiente seguire la lunga serie di passerelle e ponticelli che si fanno strada nel profondo canyon scavato dal Pizzotto, un torrente oggi all’asciutto ma non per questo meno suggestivo, e che tra bui anfratti e rocce ammantate di muschio sbuca nella radura del rifugio “Paradiso” (800m, 20min), una bella baita alpina impreziosita da sculture in legno e pietra che fa onore ai volontari della locale sezione Alpini. Una rinfrescata sotto lo zampillo d’acqua che esce dalla fontanella, e lì sul retro del rifugio non resta che salire nel bosco per ritrovarci dinnanzi all’ennesima sorpresa del giorno, una gigantesca panca in legno che ben affacciata sulla valle ci catapulta d’improvviso nel fantastico mondo di Gulliver, una bella trovata che fa sentire tanto piccoli e merita d’essere immortalata, prima d’andar a intercettare al bivio ancor più in alto il circuito arancione (540m, 40min). Abbandonati così i bolli di vernice blu, sull’indicazione per i “Piani di Alone” e del “Pos de l’Acqua” imbocchiamo la stradina che sempre nel bosco s’abbassa fin sull’argine del Nozza, altro suggestivo torrente stavolta colmo d’acqua corrente, dove giusto il tempo d’alzarci tra i Piani di Alone (15min), e subito dopo ci ritroviamo a calare nuovamente sul fondo dell’impluvio. Un tranquillo saliscendi tra roverelle, carpini e rosse bacche di tassi che lì in riva al torrente nascondono i ruderi di un vecchio mulino e spumeggianti cascatelle, un’ambiente selvaggio e affascinante dove una passerella tira l’altra, e su per il fianco destro dell’impluvio ci ritroviamo direttamente a camminare tra le strette viuzze di Alone (664m,15min), un pugno di case aggrappato alla montagna dove si respira aria d’altri tempi. Lasciandoci trasportare dal lento ritmo che qui sembra ancora scandire la quotidianità degli uomini e della natura, su verso monte risaliamo alla sovrastante chiesa di San Rocco (724m), dove raggiunta la massima quota della giornata ci infiliamo nuovamente nel bosco, un leggero saliscendi che dinnanzi alla cappella dedicata a Santa Caterina ci avvia sulla mulattiera che cala nella lussureggiante Valle Duppo, solare e aperta area prativa questa dove la vista sull’anfiteatro montuoso di Lodrino ci accompagna fin a intercettare la strada di fondo valle e l’omonimo torrente (670m, 30min).
Con un deciso cambio di direzione a sud seguiamo ora un tratto di nastro asfaltato, prima di lasciarci tentare dal curioso sentiero che alla nostra sinistra risale su per il bosco degli gnomi, un simpatico viaggio nel mondo delle fiabe prima di calare nuovamente sulla strada principale (30min), dove ormai in dirittura d’arrivo ci ritroviamo a girovagare nel cuore del “Parco delle Fucine”. Una vera e propria macchina del tempo dove tra ruote a pale e vecchi magli arrugginiti sembra ancora di vedere qualche fabbro battere il ferro, mentre la stretta passerella che a pelo d’acqua s’infila nell’ombrosa forra, porta dritti al punto di partenza (30min).
Dislivello assoluto 265m (↑387m, ↓397m).
Tempo totale di cammino ore 3.
Lunghezza tragitto Km 13.
                                
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