08/04 Grotta della Soala - GrEsGa

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08/04 Grotta della Soala

Diario di Bordo > 2022
M.Baldo
Grotta della Soala
08/04/2022
Impegnativo ma bell’itinerario, che dal paesaggio mediterraneo del lungolago sale ripido fin agli alpeggi di Prada, toccando antiche contrade, capitelli e pozze, testimoni dell’intensa attività economica che in passato si svolgeva su questo versante della montagna.

A località Pion (128m) la giornata inizia seguendo la strada comunale che d’infilata attraversa gli attigui abitati di Biazza (160m) e Fasor, due delle tante frazioni a monte di Brenzone, dove abbandonate le ultime abitazioni e l’asfalto, dritti a nord imbocchiamo il segnavia 31 della “Bassa via del Garda”. Tra muretti a secco e coltivi d’ulivo ci ritroviamo così a seguire l’agevole mulattiera che costantemente affacciata sull’azzurro lago porta dritto tra le viuzze di Campo (222m, 50min), un suggestivo borgo medievale questo, dove tra case in pietra e muri ricoperti d’edera il tempo sembra essersi fermato. Un tuffo nel passato che però non finisce qui. Infatti seguendo a questo punto il segnavia 34 che lì accanto alla chiesetta risale a sud, ecco che dei solchi ben incisi nel selciato e curiosi ganci infissi nelle pietre ci ricordano il duro lavoro di contadini e boscaioli, quando con le loro slitte ben cariche calavano a valle i preziosi prodotti della montagna. Un viaggio nel tempo che tra lecci e carpini ci accompagna fin alla “ Croos vecia” (353m, 25min), ennesimo bivio della giornata, dove tralasciata la deviazione per Biaza e persistendo invece su per la massima pendenza, passando strada facendo dinnanzi a delle solitarie cascine dall’invidiabile vista lago, più in alto giungiamo nella piccola contrada di Cà Politei (675m, 50min). Giusto il tempo d’immortalare l’incantevole scorcio sul fiordo gardesano, e nell’ombra di secolari castagni e patriarcali faggi continuiamo ad arrancare senza tregua fin al strategico bivio col sentiero 33 (40min), dove tralasciando per ora quel che sarà il nostro rientro, con un’ultimo rush finale approdiamo nel solare alpeggio di Prada (1000m, 15min), la sudata meta della giornata. Trovato il posto giusto per la meritata sosta rancio, lì sotto le cime ancora innevate del Baldo ci deliziamo con la rilassante vista sul verde alpeggio di Prada, prima di tornare giù nel bosco a imboccare stavolta il sentiero 33 per Castello di Brenzone (15min). Prestando attenzione all’ingannevole tappetto di foglie che ricopre l’acciottolata mulattiera, ecco che circa a metà discesa scorgiamo un’indicazione per la grotta (20min), un’irrinunciabile tentazione questa per imboccare la traccia che a destra s’insinua nel selvaggio sottobosco. Un vero e proprio percorso di guerra, dove perdendo ben presto di vista i sbiaditi colori rossi dei segnavia, affidandoci al ricordo di vecchie escursioni e navigando alla ceca tra rovi spinosi e alberi divelti, finalmente ecco apparire dinnanzi a noi un mucchio di pietre ammantate di muschio, l’indizio che cercavamo per risalire brevemente controcorrente il flebile ruscellare dell’acqua, e arrivare così dinnanzi all’imbocco della grotta della Soala (35min), un affascinante mondo parallelo che sembra custodire chissà quale segreto. Tra cristalline pozze d’acqua e fantasiose sculture di calcaree, vien presto il momento di girare le spalle alla buia spelonca e ridiscendere con attenzione tra i viscidi massi del torrente, fin a recuperare il tracciato dell’ennesima mulattiera acciottolata. Una rassicurante forestale questa non riportata su nessuna mappa, ma che in discesa s’allontana dalla Val Trovai e va’ a intercettare verso sud nuovamente il sentiero 33, la via maestra che da lì a poco e sempre in discesa porta alla chiesetta di Sant’Antonio delle Pontare (20min).
Ancora ben carichi per l’avventurosa incursione nelle viscere della terra, lì dinnanzi all’evocativa chiesetta non ci resta che seguire verso sud il famigliare tracciato della “bassa via del Garda”. Un scosceso e lungo tratto acciottolato seguito da una breve salita che porta tra le viuzze di Campo (35min), dove senza mai perdere di vista il lago e i suoi monti, a ritroso torniamo spediti al nostro punto di partenza (35min).
Dislivello assoluto 840m.
Tempo di cammino ore 5:40.
Lunghezza tragitto Km 16.
Note:
Se il vostro intento è quello di visitare la grotta della Soala, allora sconsiglio vivamente di seguire il sentiero che abbiamo seguito noi nell’andata (ormai abbandonato a sé stesso dove divien difficile orientarsi), mentre è senz’altro più sicuro imboccare il sentiero acciottolato più a valle (il primo che trovate a sinistra lungo la mulattiera 33 che sale da Sant’Antonio delle Pontare), dove dei segnavia giallo/rossi portano a intercettare il letto del ruscello, una colata di massi ammantati di muschio che basterà risalire per arrivare alla grotta.
                                   
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