14/05 Caprino Veronese
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Tra le contrade a monte di Caprino
14/05/2020
Quando el Baldo el ga el capél, o che fa bruto o che fa bél…un classico proverbio che di certo non fa chiarezza su quel che ci aspetta. Fatto sta che per nulla intimoriti dalla grigia foschia che in alto nasconde le cime dei monti, dalla solare piana di Caprino risaliamo su per le pendici meridionali del Baldo, dove vecchi sentieri di transumanza portano a solitarie contrade e antiche casare, suggestivi luoghi che riportano indietro nel tempo, a quando la vita degli uomini era ancora scandita dal naturale alternarsi delle stagioni.
Proprio là dove la strada con un secco
tornante risale nella parte alta di Braga (594m) a sinistra l’indicazione del
segnavia 62 ci indirizza subito nel boscoso solco del “Fosso Bergola”, dove abbandonato più avanti l’agevole
viottolo di fondovalle, a destra deviamo sull’erto sentiero che su per il fianco dell’impluvio porta tra i
pascoli che preludono il nostro arrivo a Pradonego (912m, 50min), altra suggestiva contrada di Caprino dove tra vecchi fienili e casolari ben restaurati si rivive l’atmosfera dei bei tempi andati. Persistendo sul sentiero che alle spalle del piccolo borgo risale a margine dei pascoli e ricalcando successivamente un breve tratto della vicina strada per malga Ime, nel frattempo abbandoniamo l’asfalto per deviare sulla
mulattiera che al di là dell’ennesimo cancello a sinistra s’intrufola nuovamente nel bosco (1000m, 20min). Tra la curiosità delle mucche al pascolo a sud prendiamo a camminare sul lungo traversone che immerso nel bosco risale costantemente di quota fino a sbucare nel rigoglioso prato di
Malga Montesel (1234m, 40min), l'occasione giusta per immortalare qualche prezioso fiore alpino prima di intercettare alla sovrastante malga dei
“Colonei di Caprino” (1372m, 15min) l’agevole sterrata che a sinistra porta alla Casara dei Colonei di Pesina (1367m, 20min), dove con la testa tra le nuvole dei misteriosi
personaggi sono lì immobili ad attenderci per la sosta rancio. Scattata la rituale foto di gruppo non ci resta che riprendere verso ovest il
tracciato della precedente sterrata fino al successivo
bivio (1300m, 15min), dove abbandonata l’indicazione per le “due Pozze” a sinistra deviamo sull’indicazione del segnavia 662 per Caprino. Un scosceso e
scivoloso sentiero che al di là della sbarra posta all’ingresso del viottolo per “baito Gro” a destra digrada lungamente nell’ombroso e umido sottobosco fin sul pianoro di
Priore (920m, 55min).
Attraversando a questo punto l’incolto prato e raggiunte nell’angolo a sud le rovine della storica contrada “La Fabbrica”, abbandonando qui il segnavia 662 per Caprino sul retro della pericolante
chiesetta imbocchiamo il
sentiero 53, dove costantemente immersi nel bosco e passando strada facendo ai piedi della bella falesia del Sengio Rosso, ecco che alla fine della lunga discesa a nord sbuchiamo direttamente sulla
strada per Braga (ore 1:20).
Dislivello assoluto 778m.
Tempo di percorrenza ore 5.
Lunghezza tragitto Km. 12.