17/07 Pas da le Sele - GrEsGa

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17/07 Pas da le Sele

Diario di Bordo > 2022
Val di Fassa
Dalla Val S.Nicolò al Passo S.Pellegrino
17/07/2022
Ghiacciai che si sciolgono a vista d’occhio, boschi che si incendiano e laghi che rimangono a secco, un’opprimente canicola estiva a cui sembra impossibile sfuggire. Ma ecco che un’alettante escursione organizzata dagli amici del CAI di San Pietro in Cariano, si rivela l’occasione giusta per rompere ogni indugio e incamminarci sui sentieri che tra gli alpeggi e i boschi dei Monzoni risalgono fin al Passo delle Selle, dove oltre a spazzar via la fatica, l’aria frizzante e leggera d’alta quota regala un’insperato refrigerio a tutta la compagnia.

Dinnanzi al ristorante Soldanella (1325m) iniziamo con l’incamminarci lungo la strada che da ovest a est corre sul fondo della Val di San Nicolò. Zona off-limits questa, dove gli unici mezzi motorizzati ammessi sono i bus navetta, e dove mantenendoci paralleli all’omonimo torrente ben presto perveniamo al primo bivio di Malga Crocifisso (1522m, 15min). Cambiando qui sia valle che corso d’acqua, per segnavia 603 prendiamo a destra la stradina che risale nella laterale Val dei Monzoni, o meglio “Val Munciogn” come direbbero gli amici ladini. Uno stretto ed erto nastro asfaltato che nel folto degli abeti scavalca il ponte sul “Ruf di Munciogn” fin a sbucare tra i solari pascoli dell’omonima malga (1820m, 45min), grandiosa conca che lì al centro del palcoscenico dolomitico ben merita la prima sosta della giornata. Lasciata alle nostre spalle sia la malga che l’adiacente chiesetta alpina, su per un breve tratto sterrato ci portiamo al prossimo bivio del Pian di Munciogn, dove ignorando la deviazione destra per la Costela e la Valacia, persistendo sul 603 iniziamo a innalzarci su per le boscose pendici settentrionali dei Monzoni. Un incombente anfiteatro di cime solcato da trasversali canaloni, dove tra radici affioranti e ghiaioni nel frattempo attraversiamo l’ennesimo ruscello, prima di risalire il breve tratto gradinato che porta sul panoramico terrazzo dello storico rifugio Taramelli (2046m, 25min), solida costruzione in pietra, che lì nell’ombra della Pala de Carpela sorveglia l’intera valle e i suoi monti. In ordinata fila indiana arriva il momento d’incamminarci sul segnavia 604, uno stretto sentiero che alle spalle del rifugio va a incrociare il “Ruf de le Sèle”, altro torrente che risalendo controcorrente su per l’omonima valle, tra rari larici e morbidi tappetti d’erba ci accompagna col suo gorgoglio fin alla sorgente, un vivace ribollire d’acqua che tra le rocce sgorga ancor prima di arrivare al “Lach da le Sèle” (2232m, 40min), un’arida pozza di terra asciutta che del laghetto alpino ha solo la forma. Sperando che l’acqua torni presto a riflettere i colori del cielo e le figure dei monti, lì nel cuore di pietra dei Monzoni non resta che lasciarci alle spalle la vista sulle dolomitiche cime fassane per proseguire poi alti sul fianco sinistro della conca, prima di superare l’erto gradone roccioso che ad un livello superiore risale in capo alla “Val delle Sèle”. Un’aspro paesaggio alpino, dove basta puntare dritti l’evidente insellatura che lassù separa la cresta di Costabella da quella dei Monzoni, e in men che non si dica raggiungiamo l’affollato rifugio di “Passo delle Selle” (2528m, 50min.), un posto in prima fila con vista sulla Val di San Pellegrino e le Pale di San Martino.
Chi pazientemente in attesa di un tavolo libero, e chi invece semplicemente seduto su qualche pietra o qualche zolla d’erba, lì assiepati attorno al rifugio tutti trovano il posto giusto per consumare il proprio rancio e lasciarsi ammaliare dall’incantevole scenario dolomitico, prima di scattare la rituale foto di gruppo e riprendere il segnavia 604. Una scoscesa mulattiera che digradando stavolta dal versante meridionale della Costabella, tra circhi glaciali e dorsali moreniche si addolcisce poi nell’altopiano erboso della “Piana di Campagnacia” (2233m, 45min), un vero sollievo per ginocchia e caviglie prima d’intercettare la pista sterrata che dopo il ristorante Paradiso riprende a calare ripida giù in valle, fin a terminare la sua corsa nel parcheggio di Passo San Pellegrino (1950m, 30min). Il nostro capolinea, dove dalla pancia dell’autobus lì pronto per tornare a casa, ecco uscire un tavolo, panini, bibite e torte. Insomma tutto l’occorrente per un piacevole momento conviviale, brindare alla bella compagnia e a tutti coloro che si sono prodigati nel preparare questa splendida escursione.
Dislivello assoluto 1203m.
Tempo di cammino ore 4:10.
Lunghezza tragitto Km 14.
                                 
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