14/06 SS. Benigno e Caro - GrEsGa

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14/06 SS. Benigno e Caro

Diario di Bordo > 2012
All’eremo dei SS. Benigno e Caro
14/06/2012
Per l’escursione odierna siamo ritornati sulle pendici gardesane del Baldo, dove lasciata l’auto in quel di Cassone (89m.) e girate le spalle alla chiesa parrocchiale, a sud ci incamminiamo sul stradello che s’allontana verso Sommavilla.

Abbandonate più avanti le indicazioni per Sommavilla (segnavia 31) alla nostra sinistra deviamo sul tracciato n°1 per l’eremo dei SS. Benigno e Caro, e innalzandoci velocemente di quota sull’erta mulattiera a fondo cementato, tra bei coltivi d’ulivo e panoramiche viste sulla riviera veronese, più in alto raggiungiamo i casolari di località Fichet (304m.), ultimo nucleo abitativo prima di immergerci nel bosco. All’ombra del bosco l’erta salita non dà un attimo di tregua, e con ripidi e regolari tornanti, superato a quota 525m.  il capitello della Merla, alla fine dell’interminabile salita agguantiamo finalmente il suggestivo terrazzo posto ai piedi della Pala di S.Zeno, dove ci attende l’eremo dei SS. Benigno e Caro (830m, ore1:40.). Dopo una breve pausa ritemprante e una curiosa incursione nei meandri della misteriosa spelonca scavata alle spalle della chiesa, seguendo il pianeggiante tracciato della forestale che dirige a N/E, transitando in sequenza per l’alto impluvio della Val Molini, Porta del Vescovo (870m, 25min.) e l’intersezione col sentiero n°9 (nostro successivo rientro), infine ci ritroviamo più avanti a “pascolare” nei prati di Malga Fiabio (721m, 15min.).
Giusto il tempo d’immortalare qualche scorcio sull’azzurro lago e ritornare al precedente bivio col segnavia 9, calando stavolta direttamente giù dal scosceso versante baldense e tralasciato in loc. Pozzo Barchet l’indicazione del segnavia n°659 per Malcesine, attraversata più in basso la zona dei “Granei” (giganteschi massi testimoni di un’enorme frana) infine rieccoci a camminare tra le vie di Cassone, dove dirigendo nella parte sud del paese, davanti alla chiesa concludiamo la nostra escursione (ore 1:25).
Dislivello assoluto 800 m.
Tempo totale di cammino ore 3:45.
Lunghezza del percorso 10 Km.
                                         
NOTE:
Se nell'andata l’ardita pendenza (in alcuni punti si supera il 20%) mette a dura prova i polpacci, nel ritorno è un vero calvario per la punta dei piedi e ginocchia, pertanto oltre a un buon allenamento sono senz'altro d’obbligo delle adatte e collaudate calzature da montagna.
Curiosità:
La leggenda vuole che nell’ottavo secolo d.C, a Verona il re franco Pipino ed il vescovo Rotaldo avessero un problema: Le sacre spoglie di S.Zenone, il vescovo moro evangelizzatore, andavano traslate nella nuova basilica, ma a nessuno era dato di sollevarle, non c’era persona degna di pari santità. Si chiamò così l’eremita Benigno che col suo discepolo Caro calò dalle selve del Baldo, arrivarono in barca e a piedi, assolsero con tutta semplicità il loro mandato. Poco dopo aver fatto ritorno alla loro isolata spelonca, scavata alle pendici della boscosa e ripida pala di S.Zeno, il 26 luglio 808 Benigno morì, e Caro lo segui dopo pochi giorni.



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