13/06 Maniva 7 crocette - GrEsGa

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13/06 Maniva 7 crocette

Diario di Bordo > 2019
Maniva (Valtrompia)
Sulle orme di San Glisente
13/06/2019
La curiosità d'esplorare nuovi sentieri e nuovi orizzonti ci ha portati qui sul Maniva, un’angolo di montagna bresciana ricca di storia e leggenda che ancora mancava nel nostro diario di viaggio, e dove nemmeno la distanza che ci separa dal Garda impedisce una sorprendente vista sul suo settore meridionale, con l’aguzzo naso del Pizzocolo in primo piano e le creste del Baldo a far da sfondo.

Lasciata l’auto al Goletto di Ravenola (2063m) e imboccato lì il mitico sentiero 3V, ecco che arrancando fin da subito sul versante settentrionale del M.Dasdana poco più in alto giungiamo ad un primo bivio (2153m, 15min), dove senza rimontare sulla vetta del Dasdana stesso, a destra proseguiamo lungo la sinuosa dorsale che protende ad ovest. Proseguendo sull’alta via e ammirando strada facendo ampie viste che da una parte s’affacciano sulla lussureggiante conca dei laghi di Ravenola e dall’altra sulla Val Trompia, tra magri tappetti erbosi punteggiati qua e là da genziane e anemoni nel frattempo risaliamo alla successiva vetta del M.Colombine (2217m, 25min), generoso punto d’osservazione questo che oltre al grandioso panorama sull’intero comprensorio del Maniva e i monti bresciani, a est ci svela un’incredibile scorcio sul basso Garda e le sue montagne. Mantenendo la nostra rotta sul sentiero che ad ovest cala giù al Goletto di Gludona (2031m, 30min) e proseguendo lì lungo il tratto pianeggiante esposto sulla Val Trompia e l’abitato di Collio, poco dopo giungiamo a Passo Sette Crocette (2041m, 30min), importante valico dove la fresca brezza che sale da valle porta con sé un’eco di leggende e credenze popolari, che a modo loro cercano di svelare l’enigmatico “perché” di questo suggestivo monumento. Dopo la doverosa sosta e l’immancabile foto di gruppo davanti all’arcaico muricciolo con le sette crocette in ferro battuto, dritti dinnanzi a noi cominciamo ad arrancare sull’erto versante del successivo M.Crestoso, un’erta traccia che sale dritta verso il cielo, e dove tralasciata da lì a poco la diramazione destra per Passo Crestoso (nostra successiva via di rientro), persistendo sulla massima pendenza agguantiamo la piccola croce di vetta (2207m, 35min). Crestoso e ventoso, infatti l’incessante tramontana lascia appena il tempo d’ammirare il vasto panorama prima di calare giù dal versante occidentale del monte, dove tra rocce rossastre chiazzate di licheni e cumuli di neve tardiva, ai piedi del monte abbandoniamo il segnavia 3V per deviare su un’anonima ma evidente traccia che a destra traversa l’ampio tavolato paludoso che ci separa dalla dorsale del M.Frà. Tralasciando la gobba rocciosa del Frà e rasentandone il fianco meridionale, tra placche rocciose a morbidi tappeti erbosi pregni d’acqua nel frattempo ci abbassiamo nella solare conca che chiude l’alto impluvio della Val di Frà, terminando così la nostra corsa d’andata nell’area ricreativa del bivacco Marino Bassi (1918m, ore1), un’imperdibile occasione per la sosta rancio. Ritornando a questo punto sui nostri passi lungo il sentiero che alla base del Frà risale alla Nicchia di San Glisente (2000m, 20min), ecco che rinunciando all’ambita salita che in groppa al M.Frà porterebbe al mistico eremo di San Glisente, con un strategico dietrofront ripieghiamo ora sul segnavia 772, un comodo ed evidente sentiero che valicando a sud/est l’evidente breccia che separa il Crestoso dal M.Colombino (passo del Crestoso 2058m, 15min), traversando il costone settentrionale del Crestoso andiamo a intercettare nuovamente l’incrocio col tracciato 3V, lo stesso già seguito al mattino, dove a questo punto è gioco facile calare giù al suggestivo Passo delle sette Crocette (30min).
Ricalcando a questo punto il tratto di sentiero che porta al successivo Goletto di Gludona (25min) e preferendo lì proseguire sull’ampia e pianeggiante sterrata della via bassa, rasentando le pendici meridionali del Colombine e del Dasdana e rimanendo affacciati sul panoramico pianoro di Pian delle Baste, passando strada facendo nei pressi dello storico “Casermone” e guadagnato più avanti l’asfalto della provinciale del Maniva (2060m, 40min), ecco che percorrendone un breve tratto verso nord, infine chiudiamo il periplo al nostro punto di partenza (15min).  
Dislivello assoluto 300m.
Tempo di cammino ore5:40.
Lunghezza tragitto 18Km.
                                 
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