29/10 M.Casale - GrEsGa

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29/10 M.Casale

Diario di Bordo > 2020
Monte Casale
Via ferrata Che Guevara
29/10/2020
Valle dei Laghi, una fertile e ampia vallata solcata dal fiume Sarca e impreziosita dai suoi laghi (Terlago, Santa Massenza, Toblino e Cavedine), preziose acque dove si rispecchiano ardite pareti rocciose, come la est del monte Casale con la mitica ferrata “Che Guevara”, un’icona ancor più che un nome che significa "libertà", un bene tanto prezioso che mai come oggi, proprio in questo periodo di pandemia se ne sente così tanta necessità.

Lasciato il parcheggio dell’area industriale di Pietramurata (248m), nei pressi della cava ben presto lasciamo l’asfalto per risalire il sentiero che nel folto della pineta porta ai piedi del monte Casale, inizio della via ferrata Che Guevara (400m, 30min). Come tutte le ferrate che si rispettano anche qui eccoci pronti a issarci su per un primo e ostico tratto verticale, nulla di particolarmente difficile ma un chiaro monito di quel che ci attende. Infatti, assicurati all’immancabile cavo d’acciaio e superato questo primo intrigante passaggio alpinistico dove ci si deve affidare ai soli appigli naturali, tra gradoni, lisce lavagne rocciose intervallate da tratti di sentiero ed esili cenge, nel frattempo ci portiamo a ridosso dell'incombente parete, un punto cruciale della nostra arrampicata dai più considerato l’attacco ufficiale della via ferrata (675m, ore1:20). Con l’ampia vista che ai nostri piedi spazia sull’intera valle e i suoi laghi non resta che puntare dritti verso il cielo, dove con la verticalità e l’esposizione che si fa via via sempre più ardita, assicurati all’immancabile cavo d’acciaio e agevolati da numerose staffe metalliche nel frattempo eccoci al libro delle firme (1250m, ore1:30), altro punto cruciale della giornata dove però la meta è ancora ben lontana. Infatti giusto il tempo di lasciare traccia del nostro passaggio, e su per l’erto sentiero a tratti ancora attrezzato, con la vista che nel frattempo a sud si spinge fin al Garda e le creste del Baldo, ecco che aggirato un solitario sperone e risalito un stretto canalino, ben carichi di adrenalina finalmente approdiamo sui prati sommitali del M.Casale (1632m, ore1:10), un tranquillo paesaggio alpino dove sotto la croce di vetta la fatica viene ampiamente premiata da una strepitosa vista, un’intero angolo giro che dalle prospicenti cime del Bondone e dello Stivo, passando per le creste del Baldo e le acque del Garda, prosegue poi sui perenni ghiacci dell’Adamello per concludersi infine sulle inconfondibili guglie del Brenta.
A questo punto della giornata le panche e i tavoli del rifugio “Don Zio” sono l’ideale per consumare il nostro rancio e ritemprarci un po' dalla fatica prima di incamminarci sulla carrozzabile che cala giù dal boscoso versante occidentale, dove alternando tratti di strada ad altri di sentiero la nostra discesa in valle termina in prossimità di alcune vistose antenne (918m, ore1), un’ultima area sosta per chi risale da Comano, e dove i geniali amici Fabrizio e Manuel hanno saggiamente lì predisposto le loro auto per far ritorno a Pietramurata.
Dislivello assoluto 1382m.
Tempo di cammino ore 5:30.
Lunghezza tragitto Km. 10.
Note:
In alternativa alla via da noi seguita, per il rientro vi consiglio il sentiero 427 che a nord digrada giù a Sarche, dove seguendo la ciclabile si fa ritorno a Pietramurata. Sconsiglio invece vivamente la discesa per il “Sentér del Rampìn”, che giù a sud risulta più pericolosa della ferrata stessa!
Per una dettagliata e precisa descrizione della via ferrata, come sempre vi consiglio di dare un’occhio ai seguenti siti:
                                    
 
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