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15/05 Nago

Diario di Bordo > 2021
Alto Garda Trentino
“Busa dei Capitani”
15/05/2021
Con l’unica certezza di non voler sprecare questa eccezionale giornata di sole, nell’alto Garda trentino ci ritroviamo a vagare senza meta su per le pendici meridionale del M.Corno, un’altura che all’ombra dello Stivo domina l’abitato di Nago e gran parte del lago, e dove nel folto sottobosco numerosi manufatti dell’esercito austroungarico sono ancora lì, a contendersi la scena con l’impareggiabile panorama sul lago e i suoi monti.

Proprio alla grande rotonda che si trova all’entrata di Nago (222m), a nord ci avviamo sull’indicazione del segnavia 637, un’erto sentiero che fin da subito mette a dura prova gambe e fiato mentre guadagnando velocemente quota ci ritroviamo a curiosare tra i muri di una prima “fuciliera”, una postazione in trincea ben affacciata sul Baldo e il Garda dove giusto il tempo per uno scatto fotografico, e nella vegetazione sempre più folta riprendiamo a salire su pendenza più moderata fin al “Castagneto di Nago” (400m, 50min), un’amena radura ben tenuta dove all’ombra dei patriarcali castagni è impossibile non fermarsi. Dopo la breve sosta riprendiamo il nostro cammino sul circuito storico, e passando da lì a poco tra i caratteristici massi della “Paleofrana” che appoggiati gli uni agli altri hanno offerto riparo anche ai soldati, ecco che deviando dal sentiero principale perveniamo al comando di zona della “Busa dei Capitani” (475m, 30min), ovvero a quel che resta di una piccola casermetta dove sotto una solida copertura fanno bella figura i bassorilievi dell’imperatore Francesco Giuseppe e dell’arciduca Carlo. Tornati sui nostri passi e ripreso al precedente bivio l’indicazione del segnavia 637, tra ricoveri in grotta e altri manufatti nel frattempo superiamo anche il crocicchio di località “tre Croci”, dove su verso monte da lì a poco ci ritroviamo a ricalcare un tratto della forestale che sale a Malga Fiavei, un ripido e monotono tracciato dove a circa 880 metri di quota (ore1:30) la tirannia del tempo ci suggerisce un strategico dietrofront sul sentiero che in pieno tornante abbandona la salita e giù in basso ci riporta a località “tre croci”, un solare ripiano erboso con vista sul Garda, la cittadina di Riva e i monti della Val di Ledro. Tra manufatti già visti e altri ancora da scoprire nel frattempo ritorniamo sul percorso storico, un dedalo di sentieri ben segnalati dove toponimi in tedesco e in italiano si sovrappongono indirizzandoci a interessanti postazioni, come la base-comando di “ Preda Busa” e più a sud all’altrettanto suggestiva “Stützpunkt Perlone”, grotte e gallerie scavate nel cuore della montagna e illuminate da finestrelle puntate ora sul lago di Loppio e ora su quel di Garda, e mentre la curiosità ci porta a scrutare negli angoli più bui di questo affascinante viaggio nella storia, ecco che fuori dal tunnel ci aspetta il più luminoso panorama di tutta la giornata, una grandiosa vista sulle acque del Garda che increspate a quest’ora dal gentile soffio dell’Ora fan dimenticare i venti di guerra, venti turbolenti e minacciosi che un tempo non poi tanto lontano, qui agitavano il bosco quanto l’animo umano.
Sempre per sentiero 637 stavolta invece d’imboccare la via risalita al mattino preferiamo dirigere a est verso una vicina area picnic (450m, ore1:10) dove soddisfatti e appagati nell’angolo sul fondo del prato ci affidiamo all’indicazione per Nago, un sentiero che passando per l’ennesima trincea e non segnalato da alcun numero, giù nel bosco va a intercettare la strada che scende da località Fossa (340m, 20min), un tortuoso e scosceso nastro d’asfalto che tra muretti in sasso e coltivi d’ulivo termina la sua discesa tra le vie di Nago (20min).
Dislivello assoluto 658m.
Tempo di cammino ore 4:40.
Lunghezza tragitto 10 Km.
                                  
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