24/03 Corno Mozzo - GrEsGa

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24/03 Corno Mozzo

Diario di Bordo > 2015

Tra i Corni della lessinia
24/03/2015
Risalita in quest’inizio di primavera l’erta strada della Peri/Fosse e proseguendo poi a nord per località Tommasi (1130m.), lasciata lì l’auto diamo inizio alla nostra escursione, dove senza tempi da rispettare o mete da raggiungere ci avventuriamo tra i corni del minuscolo pianoro della Fanta, estremo occidentale del più ampio altipiano della Lessinia.

Poco prima del ponte sul Vajo Liana, a nord abbandoniamo la rotabile per imboccare il sentiero CAI n°250 che risale nel bosco alla nostra sinistra, dove superato un primo tratto ben tenuto e attrezzato con panche e staccionate in legno, transitando più avanti sotto il vigile sguardo del drago, ecco che rompendo il fiato su per  l’erto pendio nel frattempo sbuchiamo nei pressi della Grotta del Ciabattino (1460m, ore1), un’oscura spelonca dove il ghiaccio si conserva fino a primavera inoltrata. Lasciandoci qui la panoramica rupe d’Aquilio alle nostre spalle, camminando sul solare altopiano giungiamo alla vicina chiesetta degli speleologi e all’adiacente inghiottitoio della famosa dolina della Spluga della Preta, dove alcuni corvi ci accolgono con il loro chiassoso gracchiare e con eleganti volteggi, dando vita a una frenetica danza attorno al misterioso cratere. Transitando a fianco di malga Fanta ci allontaniamo poi a nord fino a incrociare la carrareccia che alla nostra destra digrada ai piedi del Cornetto (riconoscibile dall’orribile edificio in cemento che svetta sulla sua cima), e dove intersecando la rotabile di collegamento tra località Tommasi e passo Fittanze, dritti d’innanzi a noi risaliamo ora sulla cima del Corno Mozzo (1535m, ore1:35). Anche se un po' oscurato dal più alto Corno d’Aquilio, la posizione dominante sull’altopiano offre comunque interessanti scorci verso la pianura, il gruppo del Carega, del Baldo e un piccolo scorcio sul Garda.
Dopo la sosta non ci rimane che digradare nuovamente giù dal versante occidentale fino a ritrovarci nei pressi di malga Pealda Bassa,  dove incamminandoci sul stradello che s’allontana a sud, ben presto abbandoniamo il solare alpeggio per immergerci nel fitto bosco, e proseguendo la nostra calata lungo la strada che qui costeggia il fianco sinistro del Vajo della Liana, tra rosee bordure di erica infine torniamo a Tommasi, nostro punto di partenza (ore1).
Dislivello assoluto 405 m.
Tempo totale di cammino ore 3:35.
Lunghezza tragitto Km 11.

                                

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