19/07 Marmolada - GrEsGa

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19/07 Marmolada

Diario di Bordo > 2020
Ai piedi della Regina delle Dolomiti,
sul sentiero delle marmitte.
19/07/2020
Quella sognatrice di Giusi oggi ci condurrà dal fondo del Pian Trevisan fin su a quel dei Fiacconi, un’originale tragitto che sembra voler ripercorrere il ciclo dell’acqua all’incontrario. Infatti dalle cristalline acque che ruscellano nel fondovalle, passando dalla fascia boschiva alle desolanti pietraie d’alta quota, alla fine della nostra corsa d’andata ci ritroviamo a poggiare i piedi sul margine del ghiacciaio della Marmolada, dove inevitabilmente anche qui l’ombra sinistra del surriscaldamento globale già da tempo fa sentire i suoi effetti.

Lasciata l’auto a Pian Trevisan (1681m), proprio difronte all’albergo “Villetta Maria” imbocchiamo il sentiero 619, dove con le imponenti piramidi del Gan Vernel e della Roda de Mulon ben in vista dinnanzi a noi, ci immergiamo nell’ombroso bosco e attraversiamo il ponticello sull’ Avisio. Al di là del torrente la storica “Strada dei Rusci” s’inerpica oltre la fascia boscata fino a risalire il risalto roccioso del Pian Scalet (2035m, ore1), porta d’ingresso dell’ampia conca della Ciamorciàa, una sorta di palcoscenico roccioso nel bel mezzo del grandioso anfiteatro dolomitico, dove col passare dei millenni, il ruscellare dell’acqua che senza tregua scivola giù dal sovrastante ghiacciaio ha scavato la via nella nuda roccia, un solco che tra vasche, cascatelle e meandri ha dato vita ad un armonioso e suggestivo giardino giapponese. Calpestando magri tappetti erbosi, tra mughi, massi erratici e vecchi ruderi della Grande Guerra, al bivio di Col Baranchie (2205m, ore1) tralasciamo l’indicazione sinistra del 618 per il lago Fedaia e continuiamo dritti verso est sul 619, dove superato un canalino ancora innevato e traversato un costone roccioso a tratti attrezzato, più in alto perveniamo a “ Forcella Col de Bous” (2438m, ore1), un strategico valico dove a ridosso delle rocce possiamo osservare i resti delle postazioni austriache e dei ricoveri militari. Col ghiacciaio che pende sopra le nostre teste, a questo punto non resta che inerpicarci tra roccette e gialli papaveri alpini seguendo l’erto e aspro sentiero 606, che pressoché parallelo alla linea della dismessa bidonvia, dritto a monte porta sul terrazzo del rifugio “ Pian dei Fiacconi”, posto e momento giusto per sedersi ad un tavolo e fare gli onori alla cucina di casa, mentre attraverso i vetri dell’ampia finestra ci deliziamo con la bella vista sul Sella, il Sasso Lungo e le smeraldine acque del lago di Fedaia (2626m, 40min).
A questo punto della giornata il ritorno è veramente tutto in discesa, infatti tornati alla sottostante Forcella Col de Bous (20min) e persistendo da lì sul 606 fin sulle rive del Lago Fedaia (50min), ecco che attraversata la diga e imboccato sull’opposto versante il sentiero 605, a fianco del rif. Castiglioni (2058m) non resta che proseguire giù in vallata sulla storica “Via Neva” per ritornare direttamente al nostro punto di partenza (ore1).
Dislivello assoluto 945m.
Tempo di cammino ore 5:50
Lunghezza tragitto Km 12.
                                 
 
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