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18/07 rif. Mulaz

Diario di Bordo > 2020
Rifugio Mulàz
nel cuore delle Pale di San Martino
18/07/2020
La nostra settimana dedicata alle Dolomiti fassane inizia dalla maestosa Val Venegia, un prezioso gioiello dolomitico incastonato tra le mitiche Pale di San Martino, nel Parco Naturale di Paneveggio. Un’ampia e lussureggiante vallata dove camminando di buon mattino con il sole in fronte, alla fine della lunga pista forestale che l’attraversa per tutta la sua lunghezza ci aspetta l’impegnativo sentiero “Quinto Scalet”, un’erto sentiero che per coste erbose, roccete e sfasciumi ci condurrà nel cuore di pietra delle Pale di San Martino.

Lasciato alle nostre spalle il parcheggio del Pian dei Casoni (1688m) a est imbocchiamo l’agevole forestale per deviare subito dopo sul solitario sentiero che a sinistra s’intrufola nel bosco, due vie pressoché parallele che più avanti si ricongiungono proprio in coincidenza dell’ultimo parcheggio utile prima di accedere all’incantevole Val Venegia (15min). Lasciata alla nostra sinistra Malga Venegia e proseguendo dritti sulla carrareccia di fondovalle, sfiorando di tanto in tanto la sponda del Travignolo e passando nel frattempo per Malga Venegiota, poco più avanti abbandoniamo la pista forestale e l’indicazione per Baita Segantini per deviare sul breve sentiero che nel bosco alla nostra sinistra porta all’ennesimo bivio (1890m, 50min), punto d’inizio dell’ideale circuito ad anello attorno al Mulàz. Riservandoci qui il segnavia 749 per il rientro, a destra iniziamo ad arrancare fin da subito sull’impegnativo sentiero “Quinto Scalet”, un’erto e accidentato tracciato che nel rado bosco di larici risale velocemente su per i spalti rocciosi ai piedi delle incombenti pareti delle Pale di San Martino, e con la vista che si apre sempre più sulla Val Vengia e i suoi monti, calpestando tappetti erbosi e aiutandoci nei tratti più impervi con i cavi di cortesia lì tesi allo scopo, su per un’ultimo tratto gradinato approdiamo al Passo Mulàz (2619m, ore1:40), massima elevazione della nostra escursione dove tralasciando il sentiero per la vetta giù dall’opposto versante finalmente possiamo liberarci degli zaini e sederci attorno ad un tavolo dell’accogliente Rifugio G.Volpi al Mulàz (2560m, 15min).
Giusto per raggiungere anche oggi una croce di vetta, lasciato il rifugio attraversiamo il tavolato roccioso e risaliamo la vicina rupe del Sasso Arduini (2582m, 10min), l’occasione giusta per gustarci con tutta calma la vista che dalla sottostante Val di Focobon e l’abitato di Falcade ad est si spinge fin ai dolomitici gruppi ampezzani. E così, soddisfatti e appagati ci incamminiamo sul lungo sentiero di rientro 751, un flessuoso e accidentato traversone tra le balze rocciose che digradano giù dal versante orientale del Mulàz, dove agevolati anche qui nei punti più impervi da alcuni cavi di cortesia, calpestando vecchi nevai e morbidi tappetti d’erba nel frattempo giungiamo al passo dei Fochet (2291m, ore1:30), estremo avamposto settentrionale della nostra escursione dove tralasciando il sentiero per Falcade alla nostra sinistra perveniamo al valico dell'attiguo passo Venegiota (2303m, 10min). Ritornati così in vista della Val Venegia e ignorando anche qui il tracciolino che risale sulla cima Venegiota, digradando tra i pascoli del “Vallon della Venegiota” e senza lasciarci distrarre dalle diverse indicazioni che a destra inviano a passo Valles, giù nella sottostante fascia boscata ci ritroviamo ben presto al bivio di chiusura del periplo attorno al Mulàz (50min), dove a questo punto non resta che ricalcare a ritroso la tranquilla sterrata della Val Venegia e concludere così la nostra avventura al punto di partenza (ore1:10).
Dislivello assoluto 917m.
Tempo di cammino ore 6:50.
Lunghezza tragitto Km 19.
                                      
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