13/04 M. Stino - GrEsGa

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13/04 M. Stino

Diario di Bordo > 2024
Valsabbia
M. Stino
13/04/2024
A cavallo tra il fiordo gardesano e la Valsabbia, il monte Stino rappresenta “Un mondo a parte”, dove testimonianze del primo conflitto mondiale si mescolano con la magica atmosfera che si respira tra le viuzze di Capovalle, tre piccoli borghi ben abbarbicati sul versante meridionale che fieramente resistono al passare del tempo e al logorio della vita moderna.
 
In quel di Zumiè (1.000m), sono sufficienti poche decine di metri lungo la strada che ci ha portato fin quassù, prima d’imboccare via Mandoàl, una stradina asfaltata che all’entrata del paese s’allontana verso ovest, e che tra verdi pascoli e piacevoli viste sul Manos e il Santuario della Madonna del Rio Secco nel frattempo diventa sterrata e porta all’area ricreativa di località Mandoàl stesso (980m, 30min). Avendo tralasciato lungo la strada un paio di deviazioni per il monte Stino, c’incamminiamo ora sul segnavia 550, un lungo traversone che tra macchie boscate e incantevoli affacci sull’Eridio più a nord va a intercettare il trasversale sentiero che sale direttamente dalla sponda del lago (1035m, ore1:10), dove per segnavia 456 alla nostra destra raggiungiamo l’ennesimo bivio della giornata (1184m, 30min). Tralasciando qui le due opposte direzioni per Bocca Cocca e il Mandoàl, su a monte persistiamo sul segnavia 456, una lunga serie di rampe unite da altrettanti stretti tornanti che su per il boscoso versante occidentale dello Stino s’arrampicano fin a innestarsi sul tratto finale del sentiero, una manciata di scalini scavati nella roccia che dinnanzi a un’evocativa galleria “museo” puntano dritti al Tricolore che sventola sulla nostra testa (1437m, 40min). Benchè la cima vera e propria dello Stino si trovi un po’ più all’interno, qui a precipizio sulla Valsabbia si può ben dire di aver raggiunto la nostra meta, un panoramico balcone sospeso sulle acque del lago dove le algide vette dell’Adamello e tutte quelle del circondario sono lo sfondo giusto per la foto di gruppo, prima di calare dinnanzi a una seconda grotta commemorativa, dove seguendo parzialmente il circuito delle trincee e immortalando strada facendo i curiosi pesci rossi che guizzano nella pozza d’acqua lì vicino, nel frattempo arriviamo al pittoresco rifugio Monte Stino (1416m, 20min), posto e momento giusto per consumare il nostro frugale spuntino.        
Lì accanto alla chiesetta alpina, al sentiero 477 preferiamo ora la strada che cala giù dal versante orientale del monte, un sinuoso nastro d’asfalto dove la vista sulle creste imbiancate del Baldo ci accompagna fin giù a Zumiè, un dedalo di stretti vicoli e caratteristici portici a volto che tra le storiche abitazioni del borgo portano là dove tutto è iniziato (ore1).
Dislivello assoluto 470m. (↑526m, ↓529m).
Tempo di percorrenza ore 4:10.
Lunghezza tragitto Km. 13.
                                     
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