04/05 Altissimo di Nago - GrEsGa

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04/05 Altissimo di Nago

Diario di Bordo > 2024
M.Baldo
Altissimo di Nago
04/05/2024
Cielo grigio che promette pioggia, una giornata uggiosa che di certo non ispira grandi cose. Ma ecco che l’idea di salire al rifugio Damiano Chiesa per festeggiare il compleanno dell’amica Annalisa, è un motivo più che valido per rompere ogni indugio e tornare sull’Altissimo di Nago, la cima più settentrionale del Baldo che lassù, in territorio trentino, domina l’altopiano di Brentonico e l’alto lago.

A bocca del Creer (1617m) lasciamo l’auto per incamminarci sul sentiero che a fianco del rifugio Graziani attacca la salita all’Altissimo, un’erta e zigzagante mulattiera risalente alla grande guerra, dove fra tratti brecciati e altri ancora innevati nel frattempo arriviamo al bivio di Busa Brodeghera (1990m, ore1), primo scorcio sul Garda che merita d’essere immortalato. Intercettato il sentiero che sale da Bocca di Navene e gli intrepidi runner della “Malcesine Baldo Trail” che fin quassù risalgono direttamente dalla sponda del lago, verso monte ci ritroviamo ben presto dinnanzi al rifugio Damiano Chiesa, un’immancabile sosta prima dell’ultimo strappo che porta in vetta all’Altissimo di Nago stesso, la nostra meta (2078m, 20min). Tra nubi che vanno e altre che vengono, lì sulla tondeggiante sommità del monte sembra che oggi ci sia gran poco da fare, un’ingrata condizione meteo che però non ci impedisce di sedere sul bordo del prato e lasciarci così sorprendere dall’insperato squarcio che sotto di noi illumina d’improvviso l’azzurro fiordo gardesano e la linea di costa che lo incornicia. Ed è così che tra una finestra spalancata sulla cittadina di Riva e n’altra su quel di Limone, ci ritroviamo a curiosare tra le trincee e i ricoveri in grotta della prima guerra mondiale, un’evocativo circuito storico che alla fine si conclude attorno ad un tavolo del rifugio Damiano Chiesa (30min), posto e momento giusto per far gli onori alla cucina di casa e festeggiare in bella compagnia il compleanno di Annalisa. Tra canederli, gulasch di capriolo e polenta vien presto il momento d’abbandonare il caldo tepore della stufa e rimetterci in cammino seguendo stavolta il segnavia 622, una pista dapprima innevata e poi sterrata che affacciata sull’altopiano di Brentonico cala giù a N/E. Una lunga discesa dove tralasciando prima la deviazione per il sentiero dei “Cirmoli” e al bivio di Bocca Paltrane anche quello della Val Parol (1831m, 40min), infine giù in basso atterriamo nell’alpe di malga Campo (1637m, 25min), un verde pascolo punteggiato di genziane, primule e crocchi, immancabili ambasciatori della bella stagione che con i loro vivaci colori rallegrano la giornata, mentre sul dosso lì vicino troviamo il posto giusto per l’ennesima foto di gruppo (15min).
Punzecchiati da una leggera pioggerellina e accompagnati dai acuti fischi delle marmotte, lì ai piedi dell’Altissimo non resta che incamminarci sull’agevole sterrata che a sud porta dritti al rifugio Graziani, dove prima di salir in auto c’è giusto il tempo per una fetta di torta e l’immancabile brindisi d’auguri per Annalisa e alla bella compagnia (30min).
Dislivello assoluto 461m. (↑532m, ↓536m).
Tempo di cammino ore 3:00.
Lunghezza tragitto Km 10.
                                        
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