02/04 Monte Cesen
Diario di Bordo > 2026
Valdobbiadene
Anello del Cesen
02/04/2026
Con gli amici del CAI di San Pietro in Cariano eccoci a Valdobbiadene, patria del “Prosecco”, dove ben accomodati sul pullman siamo pronti a superare uno dopo l’altro l’interminabile serie di tornanti che arrampicano fin a Pianezze (1000m). Un balcone panoramico nel cuore delle Prealpi Trevigiane da cui, guardando ben oltre la pianura, si riesce a scorgere persino la Laguna di Venezia.
Con il “Tempio del Donatore di Sangue” alle spalle e la strada asfaltata per Passo Mariech alla nostra sinistra, lì a destra tralasciamo anche quel che sarà poi il nostro rientro, per imboccare invece dinnanzi a noi la brecciata che qui chiamano “Strada Fagheron” (segnavia 1008). Senza tanti complimenti ci ritroviamo così ad arrancare su per la massima pendenza, un’impietosa salita che ben oltre alla macchia boscata prosegue poi tra i pascoli d’alta quota. Un erboso pendio dove anche il solo rigirarci ad ammirare la sottostante pianura è un’ottima scusa per tirar fiato, mentre con la sagoma del leggendario “Ippopotamo” che alla nostra destra sembra brucar l’erba, senza mai mollare la salita finalmente approdiamo sotto la croce del monte Barbaria (1425m, 50min), o meglio sull’anonimo dosso che poco sotto alla cima vera e propria offre comunque una strepitosa vista, che dai colli Asolani a quelli Euganei, più a sud arriva fin alla Laguna. Giusto il tempo per qualche foto, e in men che non si dica, su verso monte andiamo a intercettare nei pressi di malga Barbaria la medesima strada tralasciata in partenza giù a Pianezze (1460m, 10min). A questo punto della giornata, dopo un breve tratto sulla strada per “Passo Mariech”, ecco che per rompere la monotonia dell’asfalto, sulla sinistra risaliamo sul dosso erboso di cima Scarpezza, quattro passi in salita seguiti da altrettanti in discesa che più avanti portano a intercettare nuovamente la strada proprio nei pressi di malga Mariech (1504m, 30min), strategico crocevia di più sentieri e massima quota del giorno, dove ignorando l’indicazione per cima Cesen, a nord si alza il sipario sull’incantevole scenario della Valbelluna con le Dolomiti bellunesi in primo piano. Cristallo, Pelmo, Civetta… dopo aver dato un nome alla miriade di cime dolomitiche che difronte a noi danno spettacolo, poco sotto la malga riprendiamo a camminare sull’indicazione dell’Anello di Mariech. Un breve tratto di carrareccia verso ovest, prima di ripiegare sul sentiero che a margine della boscosa figura del pachiderma africano, senza perdere di vista i segnavia bianco-rosso si addentra sempre più tra i pascoli che s’affacciano sul versante meridionale del monte. Un dolce saliscendi tra setose gobbe erbose e leggeri avvallamenti circondati da lussureggianti boschi, dove passando sul bordo di una pozza d’acqua ancora gelata, con la vista sulle dolomiti da un lato e la pianura dall’altro, al di là dell’ennesimo dosso andiamo a intercettare la sinuosa sterrata che sempre più a est s’abbassa nella conca di località Posa Puner (1322m, ore1:10), una chiesetta e un rifugio ben affacciati a sud, dove oltre al sinuoso Piave che laggiù fa lo slalom tra le colline di Valdobbiadene, ecco apparire più a est ancora i Laghi di Revine, due specchi d’acqua che in lontananza fanno l’occhiolino nella Vallata Trevigiana.
Spaparanzati al sole di mezzogiorno, lì sulla terrazza del rifugio abbiamo tutto il tempo che serve per la meritata sosta rancio e scattare l’immancabile foto di gruppo, prima d’avviarci sulla carrareccia che dinnanzi alla chiesetta, prima su sterrato e poi su cemento, con direzione ovest s’abbassa con lungo traversone fin al sottostante bivio di Malga Budui (1200m, 30min). Intercettata qui la mitologica strada “Endimione”, sempre affacciati sulla pianura e in costante discesa, non resta che seguire il lungo e monotono nastro d’asfalto, per concludere così in bellezza al nostro punto di partenza (ore1).
Dislivello assoluto 504m (↑495m, ↓503m).
Tempo di cammino ore 4:10.Lunghezza tragitto Km 13.